Nel processo d'appello a Gianni Melluso i giudici sentiranno il suo accusatore
Di Giuseppe Pantano
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Un punto a favore della difesa di Gianni Melluso, di 61 anni, di Sciacca, accusato di essere stato il mandante del delitto della giovane Sabine Maccarone, nell'ultima udienza del processo d'appello a suo carico perché sono stati escussi testi che hanno parlato dei rapporti, negativi, tra l’imputato e il suo accusatore, Giuseppe D'Assaro. A sottolinearlo, in particolare, è stato un compagno di cella, nel passato, sia di D’Assaro che di Melluso. Avrebbe parlato anche dei tentativi di D’Assaro di inserirsi in processi con collaboratori e di cercare di trarre qualche vantaggio. Il processo si celebra dinanzi ai giudici della Corte di Assise d’Appello di Palermo che hanno deciso, nella prossima udienza, fissata per il 14 dicembre, di sentire D’Assaro. In primo grado Melluso, che si è sempre proclamato innocente, è stato condannato all’ergastolo dalla Corte di Assise di Trapani.
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