Non percepiscono lo stipendio da tre mesi, ma continuano ad effettuare anche i turni di notte per garantire l’acqua alle campagne del riberese i lavoratori del consorzio di bonifica Agrigento 3. Sono 260 i dipendenti e, come rilevano i sindacati, operano “in un clima di incertezza ed esasperazione”.
Il commissario, Baldo Giarraputo, riferisce che il problema riguardante il mancato pagamento degli stipendi è già attenzionato sia dal consorzio che dalla Regione e che può trovare soluzione in tempi brevi, anche una settimana “per iniziare a pagare spettanze arretrate”.
Giarraputo ricorda il pignoramento di una società che era stato effettuato e che adesso chiede il pagamento di un debito che il consorzio contesta. In pratica, un eventuale stanziamento avrebbe rischiato di essere aggredito da un nuovo pignoramento.
“Priorità della Regione e del consorzio è di pagare i lavoratori – dice Giarraputo – ed ho già chiesto all’assessorato nelle more di risolvere il problema con la società di avere accreditate somme per iniziare a pagare i lavoratori perché è giusto che sia così”.
Per quanto riguarda la collocazione delle motopompe con attività che continua “noi siamo disponibili – dice Giarraputo – ad un sopralluogo con i sindacati e anche al trasferimento di una di queste per la quale stiamo valutando un sito alternativo”.
La motopompa che si potrebbe trasferire è quella di contrada Picciridda che, durante le ore della notte, viene spenta perché il rumore disturba chi abita nella zona. Questa è la più potente delle tre motopompe che sono state piazzate. C’è stato anche un intervento dei carabinieri chiamati da gente che risiede nella zona. Intanto, il personale continua l’attività gestendo anche l’acqua che arriva dalla “bretella” oltre ad occuparsi delle motopompe.