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Assegno d’Invalidità 2025: Spetta Anche Dopo un Infarto, Ma l’INPS Può Revocarlo – Ecco Quando e Perché

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Chi ha subito un infarto potrebbe aver diritto all’assegno d’invalidità, ma molto dipende dalla gravita dello scompenso cardiaco conseguente. L’INPS, infatti, riconosce l’invalidità civile solo in presenza di una riduzione della capacità lavorativa di almeno un terzo, secondo quanto stabilito dalla Legge n. 118/1971.

Cosa si intende per invalidità civile

L’invalidità civile è una condizione in cui una menomazione fisica, psichica o sensoriale determina una perdita permanente della capacità lavorativa. La valutazione viene effettuata da una Commissione medica dell’ASL, che stabilisce la percentuale di invalidità.

  • 33%-66%: invalidità lieve;
  • 67%-99%: invalidità medio-grave;
  • 100%: non autosufficienza.

Nei casi di invalidità grave e permanente (es. perdita di un arto o di un senso), non sono richieste visite di revisione, a meno di innovazioni mediche che migliorino la condizione.

Infarto e diritto all’assegno: dipende dalla classe di scompenso cardiaco

Dopo un infarto, il diritto all’assegno d’invalidità dipende dalla classe di scompenso cardiaco accertata:

  • Classe 1 (asintomatico): invalidità 21-30% → nessun beneficio;
  • Classe 2 (lieve): invalidità 41-50%;
  • Classe 3 (moderato-grave): invalidità 71-80%;
  • Classe 4 (grave): invalidità 100%.

Esempio pratico

Un paziente con infarto e scompenso classe 3 (invalidità 75%) ha diritto a:

  • Assegno mensile d’assistenza;
  • Iscrizione alle categorie protette;
  • Esenzione ticket sanitario;
  • Congedo straordinario per cure;
  • Ausili e protesi gratuiti.

Quando l’INPS può revocare l’assegno di invalidità

L’INPS è obbligata a effettuare verifiche periodiche per accertare la permanenza della condizione sanitaria. Se, a seguito di nuove terapie o protesi innovative, il quadro clinico migliora, l’INPS può:

  • Ridurre la percentuale d’invalidità;
  • Revocare l’assegno, se il soggetto ha recuperato la capacità lavorativa.

Con la Legge di Bilancio 2025 e il D. Lgs. 62/2024 sulla disabilità, l’INPS ha adottato nuove modalità operative per rendere le revisioni più rapide e meno onerose per i cittadini.

Conclusione

Chi ha avuto un infarto può accedere all’assegno di invalidità INPS 2025, ma solo in presenza di uno scompenso cardiaco significativo. La valutazione medica e l’eventuale rivalutazione periodica da parte dell’INPS sono determinanti per l’ottenimento e la permanenza del beneficio.

Giacomo Cascio
Giacomo Cascio
CEO Blue Owl s.r.l. agency - Editore Risoluto.it

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