Si difende la presidenza dell'Ars con una nota stampa dopo le polemiche per l'abolizione del tetto massimo dei dirigenti dell'Ars. "Sul taglio - si legge nella nota - degli stipendi dei burocrati dell’Assemblea regionale siciliana, in questi giorni, si è creato un vero e proprio vespaio di polemiche. Inutili, più che pretestuose. Infatti, l’adozione del tetto massimo di 240 mila euro lordi per gli alti dirigenti dell’Ars, per la durata di tre anni, altro non è che l’adeguamento ad una analoga delibera adottata dal Senato della Repubblica, da sempre riferimento normativo del Parlamento siciliano". Ma le polemiche innescate dalla decisione proseguono, stamattina la deputata Chiara Di Benedetto del Movimento Cinque Stelle definisce l'atto: "un'offesa terribile, per chi soffre in silenzio e non ha mezzi per vivere, l'annuncio del nuovo presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, di raddoppiare gli stipendi da favola dei vertici burocratici della Regione Sicilia". La deputata nazionale, capogruppo in commissione Istruzione attacca: "Nemmeno ha occupato la sua poltrona, frutto di un inciucio a cielo aperto, e già Miccichè promette di ricoprire d'oro i responsabili delle sale di comando regionali, tra l'altro d'ufficio, cioè a prescindere da risultati, obiettivi e verifiche di rendimento». "Come si fa – prosegue nella nota la parlamentare 5stelle – ad annunciare dal gennaio prossimo assegni da 400mila euro annui a personale che già ne guadagna almeno la metà e che certo non dovrà, al contrario di molti siciliani, sperare nella carità parrocchiale, nei voucher natalizi e nell'aiuto, sempre più problematico, di parenti e amici per passare le imminenti feste di Natale". «Si tratta – incalza la deputata – di un pugno in pancia alle masse, sempre più abbandonate. Ma sul tema è intervenuto anche l'ex presidente della Regione Rosario Crocetta, che parla di "stramba idea". "Come fa il presidente dell’Ars a rendere compatibile tale linea di incremento della spesa con le dichiarazioni, molto avventate, di difficoltà finanziarie fatte nei giorni scorsi dai rappresentanti del governo regionale; probabilmente quelle dichiarazione sono legate alla vera volontà di incrementare la spesa corrente senza freni e senza attenzione alle effettive entrate della Regione. Come dire torniamo al passato dove non c’era alcun controllo della spesa e dove si sono prodotti buchi di bilancio spaventosi".
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