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Guerra nel Pd agrigentino, i dirigenti contestano la candidatura di Simone Di Paola e lui si sfoga sui social

Di Risoluto Redazione
Guerra nel Pd agrigentino, i dirigenti contestano la candidatura di Simone Di Paola e lui si sfoga sui social

" Leggendo il documento, a firma di amministratori e militanti del PD, licenziato ieri dalla stampa, a parte i soliti contenuti strumentali e provocatori, a cui continuo a non rispondere, perché non ho tempo da perdere e perché non intendo dare spettacolo, ci sono alcune firme che, lo devo ammettere, mi hanno profondamente ferito.. firme che mi hanno fatto male al pari di un cazzotto alla bocca dello stomaco". Sono queste le parole di Simone Di Paola, candidato al congresso provinciale dei dem all'indomani della lettera firma di molti dirigenti, sindaci ed esponenti del partito democratico indirizzata al segretario Nicola Zingaretti con la quale contestano proprio la candidatura alla segreteria provinciale del saccense accusando una metodologia poco chiare e scritta a tavolino non permettendo alla base dei tesserati di potersi esprimere.

L'ex capogruppo al consiglio comunale di Sciacca oggi rifiuta interviste e dichiarazioni stampa per non alimentare polemiche e per lasciare serenamente svolgere il rinnovo dei circoli del partito che si stanno svolgendo in questi giorni. Ma la miccia lanciata ieri nella missiva a Zingaretti non sembra essere stata disinnescata dalle parole oggi di Di Paola in un post Facebook.

"Non perché sì contesti la mia candidatura alla segreteria provinciale, perché in un partito che si chiama Democratico il dissenso ed il contraddittorio sono sempre ammessi....- continua a scrivere Di Paola sul social - Ma perché provengono da soggetti con i quali io ho trascorso una vita intera.... persone all'ombra delle quali sono cresciuto, umanamente e politicamente.... persone per le quali, come ho scritto ieri, mi sarei buttato nelle fiamme dell'inferno.... persone soprattutto, che sanno cosa abbia significato, per me, essere un uomo di sinistra, quali strappi io sia stato costretto a consumare per difendere la mia identità di uomo di sinistra, quali sacrifici abbia pagato, sul piano umano e affettivo..... persone con le quali ho condiviso gioie e patimenti, nottate sotto le piazze o sui palchi a comiziare.... Mi sono sono venuti in mente anni e anni di comune Militanza, la colla preparata per andare ad affiggere i manifesti, trasferte sui pullman per partecipare ad un corteo o per assistere ad una manifestazione.... Mi sono chiesto: può una manifestazione di dissenso politico cancellare, senza scrupoli, anni e anni di quella che consideravo sincera amicizia? No, per me non può, perché io non avrei mai apposto la mia firma su un documento che prova a mortificare la storia politica di una persona a cui ho voluto bene.Ma, in fin dei conti, Oggi capisco che il mio percorso, la mia storia, i miei valori, nessun documento potrà mai togliermeli ne cancellarli, che andrò avanti a testa alta, senza dovermi vergognare di niente, nel rispetto di tutti, ma senza mai snaturare quello che sono, come uomo, prima che come dirigente politico.... altri forse dovrebbero chiedersi cosa sono diventati... Ma questo, almeno questo, non è un mio problema!Vado avanti, a testa alta!!"

RR

Risoluto Redazione

Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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