Aica-Siciliacque, il Tribunale di Palermo ridetermina il debito: la cifra scende, ma restano oltre 11,5 milioni di euro · Risoluto
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Aica-Siciliacque, il Tribunale di Palermo ridetermina il debito: la cifra scende, ma restano oltre 11,5 milioni di euro

Di Giovanna Venezia
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Tribunale di Palermo ridetermina il debito AICA verso Siciliacque a oltre 11,5 milioni di euro

La vicenda giudiziaria tra AICA e Siciliacque si arricchisce di un nuovo capitolo, ma il quadro finanziario che emerge dall’ordinanza del Tribunale di Palermo è più articolato di quanto possa apparire dalla sola cifra della condanna.

La società che gestisce il servizio idrico integrato nell’Agrigentino si trova a fronteggiare un provvedimento che ha quantificato in 11.501.441,94 euro la sorte capitale dovuta a Siciliacque.

La somma nasce dalla richiesta originaria della società di sovrambito, pari a 12.444.815,47 euro, dalla quale è stato detratto il pagamento di 743.373,53 euro effettuato da AICA nel corso del procedimento.

Il Tribunale, tuttavia, non ha riconosciuto integralmente la pretesa relativa agli interessi. In particolare, non sono stati ritenuti adeguatamente documentati i criteri di rendicontazione e di calcolo degli interessi di mora applicati da Siciliacque per il periodo successivo al settembre 2021.

Un aspetto che ridimensiona l'importo complessivo rispetto alla richiesta iniziale.

Aica, nel commentare il provvedimento, invita però a distinguere tra l'importo individuato dal Tribunale e la somma che oggi risulterebbe ancora da corrispondere.

Secondo la società, infatti, dopo i pagamenti già considerati nell'ambito del giudizio sono stati effettuati ulteriori versamenti per circa 2,5 milioni di euro.

L'esposizione nei confronti di Siciliacque, pertanto, sarebbe attualmente scesa a meno di 9 milioni di euro.

Non solo Aica sostiene di stare trasferendo a Siciliacque circa 225 mila euro ogni settimana, con un ritmo superiore rispetto a quello inizialmente previsto nei piani finanziari.

La prosecuzione di questi versamenti dovrebbe consentire un'ulteriore contrazione dell'esposizione nei prossimi mesi.

A dare ulteriore sostegno al percorso finanziario della società dovrebbe arrivare anche la seconda tranche dell'anticipazione regionale, programmata per gennaio 2027.

Un altro elemento da considerare riguarda la natura del provvedimento. AICA sottolinea infatti che l'ordinanza è provvisoriamente esecutiva, ma non coincide con la conclusione definitiva dell'intero contenzioso.

Resta aperto, in particolare, il tema del sistema acquedottistico Favara di Burgio, sul quale la società agrigentina aveva sollevato contestazioni riguardanti l'inserimento dell'infrastruttura tra quelle affidate a Siciliacque.

Il Tribunale non ha accolto l'eccezione nella fase cautelare, ma ha rilevato che la questione non poteva essere definitivamente scrutinata nell'ambito di questo procedimento. Aica intende quindi riproporre le proprie argomentazioni nella successiva fase di merito.

L'ordinanza ha inoltre richiamato le modalità previste dalla convenzione stipulata nel 2009. Il rapporto contrattuale stabilisce la lettura trimestrale dei contatori, la successiva fatturazione e il pagamento entro 60 giorni dalla ricezione delle fatture.

Proprio queste disposizioni hanno assunto rilievo nella valutazione del giudice sulla richiesta relativa agli interessi.

Con un successivo provvedimento del 29 settembre 2026 è stato inoltre chiarito che, sulle somme dovute in base alla convenzione, devono essere applicati gli interessi previsti dall'articolo 9 dell'accordo.

La società guarda quindi alla prosecuzione del piano finanziario senza considerare l'ordinanza come un elemento capace, da solo, di interrompere il percorso avviato.

La presidente del Consiglio di amministrazione Danila Nobile e il direttore generale Francesco Fiorino ribadiscono che i pagamenti verso Siciliacque stanno proseguendo con regolarità e che l'obiettivo è continuare a ridurre l'esposizione nel corso del 2027.

L'azienda evidenzia inoltre che la situazione debitoria va letta insieme alle risorse regionali già previste e agli interventi messi in campo per riequilibrare i rapporti finanziari con il gestore di sovrambito.

Per Aica, dunque, l'importo indicato nell'ordinanza non fotografa da solo la situazione attuale: la posizione individuata dal Tribunale è di 11,5 milioni di euro, ma il debito residuo dichiarato dalla società è già inferiore ai 9 milioni e viene progressivamente ridotto attraverso i pagamenti settimanali.

Giovanna Venezia

Giovanna Venezia

Giornalista professionista

Giovanna Venezia è giornalista professionista e fondatrice di Risoluto.it. Da anni racconta il territorio con uno stile diretto, curioso e autentico. Disordinata e caotica per sua stessa ammissione, non ama mai programmare nulla.

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