Il trentunenne di origine pakistana arrestato per sequestro di persona e violenza sessuale ai danni di una studentessa statunitense di 18 anni resta in carcere. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Fabio Gugliotta, che ha convalidato il fermo ritenendo sussistente il concreto pericolo che l'uomo commetta nuovamente reati caratterizzati da violenza. L'episodio risale alla notte del 9 settembre scorso, in borgo Pinti, nel centro storico di Firenze. Durante l'udienza di convalida, il trentunenne si è avvalso della facoltà di non rispondere, rimanendo in silenzio di fronte al giudice.
La serata in Santa Croce e la richiesta di andare in bagno
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la ragazza aveva trascorso la serata in compagnia di un'amica in un pub della zona di Santa Croce. Intorno alle 2, le due giovani sono uscite dal locale e hanno deciso di fermarsi a mangiare un panino in una rosticceria in borgo Pinti, gestita proprio dal trentunenne. Dopo aver ordinato, la studentessa ha chiesto di poter usare il bagno. A quel punto, l'uomo avrebbe chiuso a chiave la porta d'ingresso e si sarebbe avvicinato alla giovane, iniziando a molestarla.
La diciottenne è riuscita a divincolarsi e ha corso verso la porta d'ingresso. Per chiedere aiuto ha battuto le mani contro la vetrina e ha fatto il gesto del signal for help, il segnale di richiesta di soccorso conosciuto a livello internazionale. Solo così ha catturato l'attenzione di un passante, che ha immediatamente chiamato il 112 Nue. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei Carabinieri, che ha arrestato il trentunenne.
Il giudice Gugliotta non concede i domiciliari
Il gip Fabio Gugliotta ha motivato la decisione di mantenere la custodia cautelare in carcere sottolineando che il fatto non può, allo stato, ritenersi di minore gravità. Il giudice ha tenuto conto della violenza esercitata, della perduranza dell'approccio sessuale e della limitazione della libertà personale subita dalla ragazza. Secondo il gip si è trattato di una vera e propria aggressione incontrollata, che lascia desumere una difficoltà nel contenimento degli impulsi aggressivi da parte dell'indagato. Da qui la necessità della misura detentiva, a tutela della sicurezza pubblica e della persona offesa.
La vicenda ha riacceso l'attenzione sulla sicurezza nel centro storico di Firenze, in particolare nelle ore notturne, quando le zone della movida restano affollate ma più vulnerabili. La studentessa statunitense, che si trovava in Italia per motivi di studio, è stata assistita dalle autorità consolari e dai servizi di supporto alle vittime di violenza. Le indagini dei Carabinieri proseguono per chiarire ogni dettaglio della dinamica e verificare eventuali precedenti analoghi nella stessa attività commerciale.
Le tappe del procedimento e i prossimi passi
L'uomo, difeso da un legale d'ufficio, non ha fornito la sua versione dei fatti durante l'udienza di convalida. La procura aveva chiesto la conferma del carcere, ottenendola. Il fascicolo è ora nelle mani del giudice per le indagini preliminari, che nelle prossime settimane potrebbe fissare l'incidente probatorio per cristallizzare le prove, a partire dalla testimonianza della vittima e del passante che ha dato l'allarme. Nel frattempo, la rosticceria di borgo Pinti è stata posta sotto sequestro per consentire i rilievi tecnici.
La comunità fiorentina e le associazioni studentesche hanno espresso preoccupazione per un episodio che riporta al centro il tema della violenza di genere e della protezione delle giovani donne, soprattutto straniere e lontane da casa. Le autorità locali hanno ribadito l'importanza di segnalare immediatamente situazioni sospette e di utilizzare strumenti come il signal for help, che in questo caso si è rivelato determinante.