La Cassazione ha reso definitive le condanne all'ergastolo per Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, genitori di Saman Abbas, e per i cugini Ijaz Ikram e Noman Ul Haq. A 22 anni di reclusione è stato condannato lo zio Danish Hasnain. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi degli imputati, confermando l'aggravante della premeditazione, contestata dalle difese nel tentativo di smantellare l'impianto accusatorio. Il delitto risale alla primavera del 2021, quando la diciottenne di origine pakistana fu uccisa a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, dopo essersi opposta a un matrimonio forzato.
Il ruolo della premeditazione nella sentenza
La decisione della Cassazione si è concentrata sull'aggravante della premeditazione, elemento chiave per la conferma dell'ergastolo. Le difese avevano sostenuto l'assenza di tale aggravante per ottenere uno sconto di pena, in particolare per lo zio, che sperava di accedere al rito abbreviato. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che il delitto fosse stato pianificato, respingendo tutte le eccezioni. Questo passaggio ha sancito la definitività del quadro sanzionatorio, sottolineando la gravità del crimine commesso all'interno del nucleo familiare.
Le reazioni delle istituzioni e della comunità
Elena Carletti, ex sindaca di Novellara e ora consigliera regionale del Partito Democratico, ha commentato: "La decisione di oggi scrive una pagina definitiva sul fronte giudiziario, confermando la gravità assoluta di un delitto che ha sconvolto le nostre coscienze". Ha aggiunto che la fine dei processi non cancella il vuoto lasciato da Saman, definendola una ferita aperta. Anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta su X: "In Italia non c'è spazio per chi pretende di negare, in nome di presunte giustificazioni culturali o religiose, la libertà, la dignità e la vita di una donna". Meloni ha ribadito che questi principi sono irrinunciabili.
Il contesto sociale e la lotta ai femminicidi
Il caso di Saman Abbas ha acceso i riflettori sulla violenza di genere e sui matrimoni forzati, fenomeni che continuano a mietere vittime in Italia e nel mondo. La sentenza definitiva rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro questi crimini, ma non placa il dolore della comunità di Novellara, che ha seguito con apprensione ogni fase del processo. Come ha sottolineato Carletti, l'impegno per l'emancipazione femminile non si ferma, perché lo si deve a Saman e a tutte le donne che chiedono libertà di scelta.
La vicenda giudiziaria si chiude con il rigetto dei ricorsi, ma la memoria di Saman rimane viva. Il suo coraggio nel ribellarsi a un destino imposto ha ispirato un dibattito nazionale sulle tradizioni culturali e i diritti delle donne. Le condanne definitive rappresentano un monito per chiunque tenti di giustificare atti barbari con pretesti culturali. La giustizia ha fatto il suo corso, ma il vuoto lasciato da una giovane vita spezzata resta incolmabile.
Fonte: https://www.italpress.com/omicidio-saman-abbas-definitive-le-condanne-per-genitori-cugini-e-zio