La Polizia di Stato ha eseguito tre perquisizioni a Roma, Caserta e Savona nei confronti di altrettante persone accusate di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa attraverso internet. L'operazione, denominata Militia, è stata condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Lombardia e diretta dalla Procura della Repubblica di Milano, con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Le indagini sono scattate dopo l'analisi di chat e dall'approfondimento del materiale sequestrato in una precedente attività investigativa risalente al 2024, che aveva già coinvolto 12 persone per gli stessi reati.
Giovani indagati tra i 20 e i 26 anni coinvolti in chat segrete
Gli attuali indagati, di età compresa tra i 20 e i 26 anni, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, utilizzavano piattaforme di messaggistica istantanea per ritrovarsi e diffondere contenuti legati a suprematismo, antisemitismo e difesa dell'identità nazionale. Dalle analisi delle chat, la Polizia Postale ha accertato che i tre nelle conversazioni manifestavano propositi violenti da attuare anche con l'uso di armi. I profili social utilizzati per veicolare la propaganda erano stati più volte chiusi dalle piattaforme, ma gli indagati hanno continuato a operare su canali alternativi, dimostrando la persistenza del fenomeno.
Sequestrati dispositivi, armi a salve e materiale propagandistico
Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati dispositivi informatici, armi a salve e softair, manganelli, coltelli, bandiere, manoscritti, libri e altro materiale propagandistico. Il ritrovamento di armi, seppur a salve e softair, unito ai propositi violenti emersi dalle chat, ha destato particolare allarme tra gli investigatori. L'operazione Militia rappresenta un importante passo nella lotta contro l'estremismo online in Italia, un fenomeno in crescita che sfrutta la rete per radicalizzare giovani e diffondere odio.
Un fenomeno in crescita e la risposta delle autorità
L'incremento di casi di propaganda d'odio su internet ha spinto le forze dell'ordine a potenziare le attività di indagine cibernetica. Le tre perquisizioni in regioni diverse mostrano come la collaborazione tra diverse procure e reparti specializzati sia fondamentale per smantellare reti di diffusione di ideologie estremiste. I tre indagati dovranno rispondere di istigazione a delinquere aggravata dalla discriminazione razziale, etnica e religiosa, reati che prevedono pene severe. La Polizia Postale ribadisce l'importanza della vigilanza sui social media e invita i cittadini a segnalare contenuti sospetti.
Fonte: https://www.italpress.com/propaganda-antisemita-e-suprematista-perquisizioni-a-roma-caserta-e-savona