Esalazioni tossiche depuratore San Vito Lo Capo uccidono operaio e 118 · Risoluto
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San Vito Lo Capo, esalazioni tossiche al depuratore uccidono operaio e soccorritore del 118

Di ItalPress
Operaio e soccorritore del 118 deceduti per esalazioni tossiche al depuratore di San Vito Lo Capo

Una tragedia ha colpito la comunità di San Vito Lo Capo, nel Trapanese, dove un operaio e un operatore del 118 hanno perso la vita a causa di esalazioni sprigionate all'interno dell'impianto di depurazione situato nei pressi della Tonnara del Secco. L'incidente è avvenuto durante l'orario di lavoro, quando l'operaio è stato colto da un malore improvviso mentre operava nei locali tecnici dell'impianto. I colleghi hanno immediatamente allertato i soccorsi, ma la situazione è precipitata in pochi minuti.

L'operatore del 118, intervenuto prontamente sul posto per prestare le prime cure, è stato a sua volta sopraffatto dalle esalazioni tossiche mentre tentava di rianimare l'operaio. Entrambi sono deceduti prima di poter essere trasportati in ospedale. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Castellammare del Golfo, che hanno avviato le indagini per ricostruire l'esatta dinamica e accertare eventuali responsabilità. La procura di Trapani ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, disponendo il sequestro dell'area e delle attrezzature coinvolte.

Le vittime e la dinamica dell'incidente

La vittima principale è un operaio di 45 anni, dipendente di una ditta appaltatrice che gestisce la manutenzione del depuratore. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo stava effettuando un intervento di routine in una vasca di trattamento quando è stato esposto a una miscela di gas, probabilmente acido solfidrico o metano, tipici di questi impianti. Il soccorritore, un infermiere del 118 di 38 anni, è entrato nei locali senza indossare autorespiratore, come da procedura standard per interventi di emergenza, ma la concentrazione di gas era letale. I medici legali hanno confermato che entrambi sono deceduti per avvelenamento acuto da inalazione di sostanze tossiche.

La sicurezza nei depuratori e le norme da rispettare

Questo tragico evento riaccende i riflettori sulla sicurezza negli impianti di depurazione, spesso sottovalutata. Le normative italiane ed europee impongono l'adozione di sistemi di rilevazione dei gas, dispositivi di protezione individuale e procedure di emergenza rigorose. Tuttavia, in molti impianti più datati, come quello di San Vito Lo Capo, mancano sensori fissi o sono inadeguati i piani di evacuazione. Gli esperti di sicurezza sul lavoro sottolineano l'importanza di formare adeguatamente il personale e di verificare periodicamente la funzionalità delle apparecchiature. Nel caso specifico, i carabinieri stanno verificando se l'azienda aveva effettuato le dovute valutazioni dei rischi e se l'operaio aveva ricevuto la formazione obbligatoria.

La reazione delle autorità e della comunità

Il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco Aquilino, ha espresso cordoglio a nome di tutta la cittadinanza, definendo l'incidente "una ferita profonda per la nostra comunità". Ha annunciato l'istituzione di una giornata di lutto cittadino in concomitanza con i funerali. La prefettura di Trapani ha convocato una riunione urgente con i vertici dell'ispettorato del lavoro e dell'ARPA Sicilia per verificare la situazione degli altri impianti nella provincia. L'azienda appaltatrice, la EdilDepur srl di Palermo, ha rilasciato una breve nota in cui esprime il proprio dolore e dichiara piena collaborazione con le indagini. Nel frattempo, il depuratore è stato posto sotto sequestro e l'erogazione del servizio idrico è garantita da una unità mobile di emergenza.

Prevenzione e controlli per evitare altre tragedie

Le associazioni di categoria, come l'Ance e la Cgil, hanno chiesto un potenziamento dei controlli a livello nazionale. I dati INAIL mostrano che nel 2025 si sono verificati 12 infortuni mortali nel settore idrico, in aumento rispetto agli anni precedenti. La prevenzione richiede investimenti in tecnologia, come sensori wireless e droni per l'ispezione delle vasche, ma anche una cultura della sicurezza che coinvolga lavoratori e datori di lavoro. In ricordo delle vittime, la Regione Siciliana ha stanziato un fondo di 200mila euro per la messa a norma degli impianti obsoleti nelle isole minori e nelle aree costiere. Questo incidente deve servire da monito per tutto il settore, affinché si intervenga prima che si verifichino altre perdite di vite umane.

Fonte: https://www.italpress.com/esalazioni-depuratore-nel-trapanese-morti-operaio-soccorritore-del-118-che-lo-stava-rianimando

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ItalPress

Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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