Diffamazione: confermata in appello la condanna a 5 mesi a Pippo Turco. Era stato querelato da Vito Bono
Di Risoluto Redazione
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È stata confermata dalla Corte d'appello di Palermo (3^ sezione penale) la condanna a 5 mesi di reclusione nei confronti di Pippo Turco, querelato nel 2010 dall'allora sindaco in carica Vito Bono. Durante alcune sedute del Consiglio comunale di Sciacca Turco aveva riferito di presunte "corsie preferenziali per il pagamento del debito da parte del Comune di Sciacca nei confronti della ditta Bollara", di proprietà della famiglia della moglie di Bono. Turco aveva riferito, in particolare, di un “bigliettino” consegnato all’allora assessore regionale Luigi Gentile per variare la destinazione urbanistica della zona nei pressi del Ponte Cansalamone, e ciò al fine di costruirvi "un mega centro commerciale". Ma non è tutto. Sempre nel corso delle stesse sedute consiliari, Turco aveva accusato il sindaco del tempo Vito Bono, di “farsi gli affari suoi… e interessarsi solamente del pagamento del debito del suocero…”. Bono, ritenutosi leso da quelle dichiarazioni, si rivolse al Tribunale. Il legale di Vito Bono e delle parti civili Enrico Di Benedetto, riferisce che Turco era pienamente a conoscenza dei fatti relativi alla società Bollara nonché della pendenza debitoria sorta negli anni 90 (esondazione del torrente e allagamento e danni all'omonima attività commerciale), periodo nel quale sindaco della città di Sciacca era lo stesso ex consigliere Turco. Soddisfazione per la conferma della prima sentenza è stata espressa dall’avvocato Enrico Di Benedetto, per il quale "siamo di fronte ad un ulteriore tassello, forse il più importante, nel complesso mosaico delle vicende processuali nei confronti del sig. Turco". Di Benedetto ricorda peraltro che nella stessa sentenza di primo grado il giudice aveva affermato che le dichiarazioni di Turco non erano vere e che, pertanto, apparivano fortemente lesive degli interessi e dei diritti delle parti civili costituite". Turco è stato condannato anche al pagamento delle spese legali. All'avvocato Di Benedetto appare utile sottolineare, infine, che l’istruttoria dibattimentale ha anche chiarito che il pagamento del debito fuori bilancio della società Bollara avrebbe dovuto essere calato nel bilancio molto tempo prima dell’insediamento del Sindaco Vito Bono, prevedendo apposita copertura finanziaria già nel 2008, stante il fatto che il Comune di Sciacca era stato condannato al pagamento delle somme richieste dalla stessa società".
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