Gemellaggio tra Sciacca e Carate Brianza, in memoria del ciclista Emilio Ravasio
Di Risoluto Redazione
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Un gemellaggio tra Sciacca e Carate nel nome dello sfortunato ciclista che, nel 1986, perse la vita, a Sciacca, nella prima tappa del Giro D'Italia. Questa la proposta avanzata dall'ex sindaco di Sciacca, Lillo Craparo, per ricordare Emilio Ravasio, corridore professionista scomparso 33 anni fa.
La morte di Emilio Ravasio, il ciclista scomparso nel 1986 a causa di un incidente, alle porte di Sciacca, durante la prima tappa del Giro d’Italia, è ancora ricordata tra gli appassionati di ciclismo e, indubbiamente, è ancora impressa nella memoria di tutti i saccensi. La città di Sciacca, infatti, ha reso omaggio a Ravasio intitolandogli anche una strada, nei pressi della vecchia via Boccone del Povero, dove avvenne l'incidente. L' atleta, dopo essere caduto dalla bicicletta ed aver battuto la testa è risalito in sella per raggiungere il traguardo. Purtroppo, però, per lui quella fu l'ultima vittoria. Nei giorni scorsi l’ex sindaco di Sciacca Lillo Craparo, che da anni vive a Monza, ha avanzato una richiesta al sindaco di Carate, Luca Veggian, affinchè Emilio Ravasio venga ricordato con una sorta di gemellaggio che accomuni Sciacca e Carate. "Recentemente - ha affermato Lillo Craparo - sono stato sollecitato da un comitato cittadino presieduto da Aurelio Licata, che ha prestato il primo soccorso ad Emilio Ravasio, a contattare i familiari del corridore brianzolo e l’amministrazione comunale di Carate per organizzare nella cittadina siciliana una cerimonia". Nell’iniziativa è stato coinvolto anche Marzio Galliani responsabile di Audicosum Cisl Brianza: "Ho ricevuto l’invito di Calogero Lillo Craparo e, naturalmente, ho condiviso la proposta. Ravasio - ha sottolineato Galliani - è stato un bravissimo corridore che aveva da poco iniziato la sua carriera professionistica. Purtroppo l’incidente gli ha precluso tante soddisfazioni". Nato nel 1962 a Carate Brianza, e residente a Verano, Emilio Ravasio era considerato una speranza del ciclismo azzurro. Il destino, purtroppo, con lui è stato crudele.
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