Immigrazione clandestina, il menfitano Bono ai domiciliari per ragioni di salute
Di Giuseppe Pantano
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Ha ottenuto gli arresti domiciliari per ragioni di salute il menfitano Pietro Bono, di 68 anni, pescatore, finito in carcere con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nell’ambito dell’operazione “Scorpion Fish” del Gico della Guardia di Finanza. Il giudice del Tribunale di Palermo Alessia Geraci ha accolto la richiesta avanzata dal suo difensore, l'avvocato Accursio Gagliano, ritenendo le condizioni di salute di Bono incompatibili con la detenzione in carcere. Nelle prossime ore il Tribunale del Riesame di Palermo si pronuncerà sulla richiesta di annullamento della misura per Bono e per un altro menfitano, Felice Montalbano, di 58 anni, operaio, difeso dagli avvocati Pietro e Palma Alongi. Montalbano avrebbe messo una casa a disposizione di due tunisini arrestati nella prima fase dell'operazione, mentre Bono li avrebbe aiutati a custodire una barca.
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