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L'arresto dei due tunisini per lo sbarco a Seccagrande, un loro nipote su quella barca

Di Giuseppe Pantano
L'arresto dei due tunisini per lo sbarco a Seccagrande, un loro nipote su quella barca
E' fissata per domani, alle 9, al palazzo di giustizia di Sciacca, l'udienza di convalida dell'arresto dei due tunisini, marito e moglie, fermati dai carabinieri nell’ambito delle indagini scattate subito dopo lo sbarco di giovedì mattina a Seccagrande. I due, incensurati,  che si trovano ai domiciliari, sono indagati per tentativo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.  I carabinieri hanno fermato 14 dei nordafricani sbarcati e almeno una cinquantina sono riusciti a fare perdere le tracce. Tra  i 14 un nipote della coppia. I carabinieri attraverso un telefono cellulare sarebbero riusciti a sapere che il tunisino avrebbe dovuto incontrarsi in una piazzola con i due parenti poi arrestati e sono intervenuti.  Adesso la difesa, con l'avvocato Gianfranco Vecchio, cercherà, con ogni probabilità, di fare emergere che i due tunisini, che da tempo vivono a Sciacca, erano intervenuti per il nipote e che sono estranei a qualunque vicenda riguardante lo sbarco. Sulla richiesta di convalida deciderà domani il Gip del Tribunale di Sciacca.
GP

Giuseppe Pantano

Giornalista Professionista

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