Non si appropriò di 200 mila euro di una società di carburanti, assolto l'imprenditore menfitano Josè Errante
Di Giuseppe Pantano
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Assoluzione per non avere commesso il fatto. Il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Fabio Passalacqua, ha scagionato dall’accusa di appropriazione indebita di una somma di oltre 200 mila euro l’imprenditore di Menfi Josè Errante, di 42 anni, accusato di appropriazione indebita, che fino al 2013 gestiva un impianto di carburante. Anche il pubblico ministero, così come il difensore dell’imputato, l’avvocato Ludovico Viviani, avevano chiesto l’assoluzione di Errante. Secondo l’accusa, che veniva origiariamente avanzata nei suoi confronti, abusando della sua qualità di associato in partecipazione di una società di carburanti, si sarebbe appropriato della somma di denaro, di proprietà della società, della quale aveva il possesso in quanto gestore dell’impianto. Dall’istruttoria dibattimentale è emersa l’estraneità di Errante ai fatti che gli venivano addebitati e il giudice, come sollecitato dalle parti, lo ha assolto.
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