Presentata oggi in commissione Sanità all'Ars la nuova rete ospedaliera, aumentano i posti letto nell'Agrigentino
Di Giuseppe Pantano
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E’ approdata oggi in commissione Salute all’Ars, per il parere obbligatorio previsto dalla legge, la nuova rete ospedaliera varata dalla giunta regionale. Ad illustrare il testo è stato l’assessore regionale per la Salute Ruggero Razza. La rete ospedaliera prevede la classificazione di 23 strutture come Dea di I livello, mentre 7 strutture vengono classificate Dea di II livello. Aumentano i posti letto di 1.715 unità e complessivamente ne vengono dunque programmati 18.051. Migliora sensibilmente il rapporto posti letto/strutture complesse, che dal coefficiente 15,5 si allinea a quello 17,1, a fronte di un standard “Balduzzi” di 17,5. L’esame della richiesta di parere sulla proposta di riordino della rete ospedaliera pubblica e privata accreditata del Servizio sanitario regionale proseguirà domani con un focus provincia per provincia. “Complessivamente – ha detto la presidente della sesta commissione dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo - ritengo il testo pregevole e ben articolato in considerazione dei limiti imposti dal decreto Balduzzi. Tuttavia domani faremo una ricognizione e presenteremo un elenco con alcune proposte di modifica con l’obiettivo di contemperare al meglio le esigenze di natura tecnica e finanziaria con le esigenze sanitarie dei territori”. Con la nuova rete ospedaliera, da oggi al vaglio della commissione Salute dell’Ars, aumentano i posti letto nell’Agrigentino. Complessivamente nell’Asp di Agrigento sono previsti 126 posti letto in più, si passa da 761 a 887. All’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, confermato Dea di primo livello, si passa da 274 a 313, quindi 39 posti letto in più.
Nel presidio di base “Barone Lombardo” di Canicattì aggiunto 26 posti letto: da 92 diventano 118. Al “San Giacomo d’Altopasso” di Licata si passa invece da 105 a 120. Questa, invece, la situazione negli Ospedali Civili Riuniti di Sciacca che costituiscono Dea di primo livello: al I “Giovanni Paolo II” di Sciacca 4 posti letto in più (da 230 a 234); nel presidio ospedaliero “Fratelli Parlapiano” di Ribera aggiunti 42 posti letto, che da 60 diventano 102 così suddivisi: 10 medicina generale, 10 geriatria, 44 recupero e riabilitazione funzionale, 14 neuro riabilitazione, 18 lungodegenti.
Di diverso tenore il commento dei Cinque Stelle secondo i quali “Il governo condanna a morte i piccoli ospedali per favorire i baroni universitari. Non ci stiamo, Razza torni sui suoi passi”. È questo il commento dei deputati grillini della commissione Salute dell’Ars. “Il governo regionale - dicono i parlamentari Francesco Cappello, Salvatore Siragusa, Antonio De Luca e Giorgio Pasqua – con un colpo di spugna ha deciso, sotto la falsa bandiera della rifunzionalizzazione dei presidi ospedalieri di base, di chiudere di fatto gli ospedali di Scicli, Comiso, Noto, Ribera, Salemi, Leonforte, Lipari, Petralia Sottana e Castelvetrano, in piena continuità con le scelte del governo precedente e secondo quanto già assunto con la rete ospedaliera”
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