Un'assoluzione e una condanna, due sentenze in 10 giorni per il menfitano Cammarata
Di Giuseppe Pantano
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Un’assoluzione e una condanna. Un giudice lo scagiona dall’accusa di detenzione di un coltello a serramanico nel bauletto di uno scooter, ma l’avvocato dimostra che non sono stati effettuati accertamenti per stabilire che il mezzo fosse di proprietà del suo cliente, e un altro magistrato gli infligge 6 mesi e 10 giorni di reclusione per avere danneggiato la cella del carcere di Sciacca dove era detenuto il 10 giugno del 2013. A carico di Patrizio Cammarata, di 53 anni, di Menfi, che anche oggi è in carcere, a Ragusa, in dieci giorni si sono conclusi due processi. L’assoluzione è scaturita, soprattutto, da una questione posta dal difensore di Cammarata, l’avvocato Enrico Di Benedetto. I carabinieri, infatti, avevano rinvenuto il coltello, ma non erano seguiti poi tutti gli accertamenti per dimostrare la proprietà del mezzo dove si trovava l’arma bianca. Dieci giorni dopo non è andata bene, invece, a Cammarata e questa volta anche se l’avvocato ha sostenuto che quella danneggiata non era una cella appena ristrutturata del carcere di Sciacca, come sosteneva l’accusa, il menfitano è stato condannato per avere distrutto un lavabo ed i servizi igienici.
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