Vincitori del Carnevale come a Sanremo, contestazioni e polemiche.
Di Risoluto Redazione
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"Adesso il momento peggiore": così Francesca Valenti, la sindaca di Sciacca, ha esordito questo pomeriggio presenziando alla cerimonia di apertura delle buste del Carnevale di Sciacca.
Parole profetiche visto che da lì a pochi minuti, non appena il dirigente Michele Todaro ha iniziato ad aprire i plichi contenenti il verdetto della giuria, la cosa peggiore che poteva accadere al Carnevale di Sciacca si è materializzata. Urla, fischi, schiamazzi e il caos che non fa onore ad una edizione strepitosa dal punto di vista delle opere in cartapesta e delle presenze. Cerimonia di premiazione che macchia ancora una volta la festa tra le polemiche.
Ma stavolta, la contestazione non si è limitata, così come accaduto in passato, che l'accanita rivalità tra il primo e il secondo accendesse i gruppi che si contendevano la vittoria. No, quest'anno la contestazione è stata corale, quasi unanime. Un risultato che ha ribaltato perfino le indiscrezioni.
Insomma, premiazione di Carnevale come quella di Sanremo. Pardonne, consentite l'ardito paragone, ma se la bagarre rovina pure il piacere di ricevere il premio, qualcosa sulla quale interrogarsi resta. E così se il festival più famoso della canzone italiana annuncia capovolgimenti nel metodo di valutazione in virtù di quanto accaduto nel momento finale, anche la metodologia del giudizio carnascialesco va ripensato.
Metodo e criteri di scelta del giurato, messe sotto accusa stasera, d'altronde sono state le prime cose che perfino la sindaca commentando ha subito elencato.
La corsa sembrava tutta proiettata verso tre carri, riconosciuti da tutti come i più belli e innovativi, invece ha vinto chi non si aspettava. Eppure nelle competizioni, come sanno i veri campioni, le premiazioni sono il momento migliore. Ma no stavolta no.
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