Violenza in famiglia, divieto di avvicinarsi alla ex moglie notificato ad un saccense di 46 anni
Di Risoluto Redazione
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Dovrà stare lontano dalla ex moglie un quarantaseienne di Sciacca, G.F. Nei suoi confronti il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale Roberta Nodari ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna, vittima di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia. All'uomo è stato prescritto di mantenere una distanza da lei di almeno 200 metri. Il provvedimento cautelare, notificato dai carabinieri della compagnia di Sciacca, agli ordini del capitano Marco Ballan, è giunto al al termine di indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Christian Del Turco in seguito alle denunce presentate nei mesi scorsi dalla vittima delle violenze. G.F., in particolare, è accusato di essersi reso responsabile di atti violenti e danneggiamento aggravato nei confronti della donna e del suo attuale compagno. La persona destinataria del provvedimento cautelare sarà interrogata nei prossimi giorni dal Gip.
Il comando Compagnia Carabinieri di Sciacca sottolinea, come sia fondamentale segnalare o denunciare immediatamente questi tipi di comportamenti e tutte le condotte di prevaricazione e violenza di genere. "Purtroppo - osserva il capitano Ballan - alcune volte taluni comportamenti vengono sottovalutati, portando talvolta conseguenze molto più gravi. Segnalare subito, significa poter operare in tempo, permettendo alle autorità preposte di emanare una serie di provvedimenti, sia di tipo amministrativo che penale, tesi a vincolare, limitare e disciplinare tali dinamiche".
La sensibilità oggi, in merito alla violenza di genere è molto più percepita e lo stesso legislatore ha previsto varie procedure da applicare in base ad una serie di fattori tra i quali la gravità e la recidività delle condotte. Segnalare in tempo permette anche di dare la possibilità di ammonire il soggetto che pone in essere tali comportamenti, contemperando eventualmente in caso di recidività i successivi provvedimenti. Gli investigatori ricordano che è necessario superare la paura, e che comunque è garantita la massima riservatezza a tutela delle vittime.
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