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Intelligenza artificiale sul lavoro: quando è legale, i limiti da rispettare e le sanzioni previste

Di Giacomo Cascio
Intelligenza artificiale sul lavoro: quando è legale, i limiti da rispettare e le sanzioni previste
Intelligenza artificiale sul lavoro

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro sta rapidamente diventando una realtà in diversi settori, ma con essa crescono anche le responsabilità legali ed etiche. L’entrata in vigore dell’AI Act dell’Unione Europea (Regolamento UE 2024/1689), che sarà pienamente operativo dal 2 febbraio 2025, ha introdotto nuove regole per aziende e lavoratori che utilizzano sistemi basati su AI.

I limiti per aziende e datori di lavoro

Il regolamento europeo vieta alcune pratiche considerate a rischio inaccettabile, tra cui:

  • Manipolazioni psicologiche o subliminali
  • Sfruttamento di dati personali sensibili (es. età, disabilità, condizioni economiche)
  • Sistemi di social scoring basati sul comportamento
  • Riconoscimento facciale in tempo reale, salvo eccezioni di sicurezza pubblica
  • Profilazioni biometriche non autorizzate
  • Analisi delle emozioni nei luoghi di lavoro o nelle scuole
  • Raccolta non consensuale di immagini biometriche da internet o videocamere

L’obiettivo è tutelare i diritti fondamentali dei lavoratori, limitando l’uso invasivo o discriminatorio dell’IA.

Obblighi di formazione e trasparenza

Le aziende che impiegano sistemi di intelligenza artificiale devono:

  • Garantire formazione continua e tracciabile ai dipendenti sull’uso corretto dell’IA
  • Rispettare gli obblighi di trasparenza, informando in modo chiaro sul funzionamento e le finalità degli strumenti utilizzati
  • Mantenere un sistema di controllo documentato per eventuali ispezioni

Sanzioni previste dal regolamento europeo

Le sanzioni possono variare in base alla gravità delle violazioni:

  • Fino a 35 milioni di euro o 7% del fatturato per l’uso di IA proibite
  • Fino a 15 milioni di euro o 3% del fatturato per carenza di trasparenza
  • Fino a 7,5 milioni di euro o 1% del fatturato per dichiarazioni ingannevoli alle autorità

L’uso dell’IA da parte dei lavoratori

Anche i dipendenti sono tenuti a rispettare le politiche interne sull’intelligenza artificiale. L’impiego non autorizzato di strumenti IA, soprattutto per finalità non dichiarate o che eludano i controlli, può comportare provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento per giusta causa.

Sono invece ammessi gli usi collaborativi e trasparenti, come:

  • Raccogliere idee o spunti
  • Ottimizzare documenti o presentazioni
  • Automatizzare attività di supporto, sempre in linea con le direttive aziendali

Professionisti e uso dell’IA: cosa prevede il codice deontologico

Per i liberi professionisti, l’utilizzo dell’IA deve avvenire in coerenza con:

  • Il codice deontologico della categoria di appartenenza
  • Gli impegni contrattuali assunti con i clienti
  • Le normative vigenti in materia di protezione dati e proprietà intellettuale

Un uso improprio dell’intelligenza artificiale può comportare:

  • Annullamento del contratto professionale
  • Richiesta di risarcimento danni
  • Sanzioni disciplinari da parte degli ordini professionali

📌 In sintesi

  • Dal 2 febbraio 2025 entreranno in vigore nuovi divieti e obblighi sull’uso dell’IA in azienda
  • Vietati strumenti di manipolazione, profilazione e riconoscimento biometrico senza consenso
  • Le imprese dovranno formare i dipendenti e garantire trasparenza
  • I lavoratori dipendenti rischiano sanzioni disciplinari per uso scorretto
  • I professionisti devono attenersi ai codici etici e agli obblighi contrattuali
  • Le sanzioni previste possono arrivare fino al 7% del fatturato aziendale

GC

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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