Il Tar Sicilia di Palermo ha sospeso il provvedimento con cui il Comune di Licata aveva imposto la chiusura di un’attività artigianale storica nel settore della lavorazione di marmi e piastrelle.
Con ordinanza cautelare collegiale dell’11 settembre 2026, il tribunale ha confermato la sospensione della determinazione dirigenziale del 16 luglio, che disponeva il divieto immediato di prosecuzione dell’attività. La società, assistita dagli avvocati Michele Cimino, Luigi La Placa e Giorgio Troja, aveva contestato il provvedimento del Comune, legato a presunte irregolarità edilizie relative ad alcuni manufatti presenti nell’area.
Il Tar ha confermato il precedente decreto presidenziale, accogliendo l’istanza cautelare presentata dalla società.
Secondo quanto riferito dai legali, il Comune avrebbe inoltre adottato il provvedimento di chiusura nonostante una precedente misura cautelare del Cgars.
I legali commentano: “Sicuramente una gestione più efficiente della questione avrebbe evitato un giudizio che ad oggi si è rivelato fallimentare per il Comune, quantomeno nelle tempistiche e nelle modalità con cui è stato azionato il potere”.