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Imprenditore di Menfi condannato per reati tributari lascia il carcere e viene affidato in prova ai servizi sociali

Di Risoluto Redazione
Imprenditore di Menfi condannato per reati tributari lascia il carcere e viene affidato in prova ai servizi sociali

Un imprenditore di Menfi, G.A., di 60 anni, ha lasciato il carcere ed è stato affidato in prova ai servizi sociali dal Tribunale di Palermo.

A seguito di 4 sentenze di condanna emesse dal Tribunale e dalla Corte di Appello di Brescia per reati tributari, aveva ricevuto dalla Procura Generale della Repubblica di Brescia, un ordine di esecuzione, con il quale il Procuratore Generale nel determinare la pena complessiva dei provvedimenti di condanna nella misura di 4 anni e 8 mesi di reclusione e 600 euro di multa, ordinava la carcerazione dell’imprenditore.

A seguito dell’ordine di esecuzione, l’imprenditore era stato condotto presso la casa circondariale di Sciacca.

I familiari dell’imprenditore si sono rivolti all’avvocato Luigi La Placa che fino a quel momento non aveva assistito il sessantenne nell’ambito dei procedimenti penali.

Dopo un accurato esame e studio di tutti gli atti processuali contenuti nell’ambito dei 4 procedimenti penali da parte dell’avvocato Luigi La Placa, coadiuvato dagli avvocati Antonino Alagna, Sandro La Placa e Giovanni Galletta, il legale ha formulato istanza di incidente di esecuzione alla Corte di Appello di Brescia, quale Giudice dell'Esecuzione, chiedendo di riconoscere il vincolo della continuazione tra i reati ascritti all’imprenditore di cui alle sentenze di condanna passate in giudicato e conseguentemente la rideterminazione della pena detentiva inflitta al predetto.

In particolare, l’avvocato La Placa, a sostegno dell’istanza di incidente di esecuzione, evidenziava che tutti reati per i quali  l’imprenditore era stato condannato con le sentenze irrevocabili emesse dal Tribunale e dalla Corte di Appello di Brescia per reati tributari, riguardassero il medesimo disegno criminoso e quindi tra di loro legati dal vincolo della continuazione con la conseguenza che il giudice dell’esecuzione ricalcolasse la pena e applicasse “ex post” il cumulo giuridico a beneficio del reo.

La Corte di Appello di Brescia, quale Giudice dell'Esecuzione, ha accolto la richiesta formulata dall’avvocato La Placa, rideterminando la complessiva pena a carico dell’imprenditore in continuazione in 3 anni e 10 mesi reclusione.

Essendo la pena da espiare al di sotto dei 4 anni, il legale ha presentato al Tribunale di Sorveglianza di Palermo istanza di affidamento in prova dell’imprenditore al servizio sociale.

Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo, dopo l’istruttoria eseguita anche tramite i Servizi Sociali, ritenendo sussistere i presupposti di legge, ha accolto l’istanza nei termini formulati concedendo la misura alternativa alla detenzione in carcere dell’affidamento in prova ai servizi sociali per un periodo uguale alla pena da espiare, rimettendo in libertà l’imprenditore.

Nella foto principale, l'avvocato Luigi La Placa

RR

Risoluto Redazione

Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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