Le antenne degli investigatori che indagano sul clamoroso furto di quattro opere di Antonello da Messina dal museo regionale Accascina sono puntate sulle presunte falle dei sistemi di sicurezza che avrebbero permesso ai ladri di agire in appena due minuti.
Sono state portate via quattro preziosissime tavolette. Tre delle cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, asportata da una teca blindata.
Polizia della questura e carabinieri del Nucleo tutela beni culturali cercano il probabile basista che potrebbe aver agevolato il lavoro della banda. I ladri avrebbero approfittato della processione della Vara, il carro votivo dedicato alla Madonna dell’Assunta che richiama migliaia di messinesi e impegna le forze dell’ordine, per mettere a segno il colpo.
I sistemi di sicurezza, allarme e videosorveglianza erano perfettamente funzionanti, ha detto ieri la direzione del museo. Spetta quindi agli investigatori capire cosa sia accaduto e come mai i custodi addetti ai monitor delle videocamere non abbiano notato nulla.
Al setaccio sono state passate anche tutte le telecamere presenti nella zona del museo e quelle delle strade vicine che conducono all’Accascina.
La banda era composta da almeno quattro persone: due banditi sono entrati nel museo, mentre altri due avrebbero atteso fuori. Tutti avevano il casco integrale da motociclista e indossavano magliette nere.
I banditi hanno lasciato due delle cinque tavole del Polittico, che avevano prelevato dal museo, su un muretto. I dipinti sono stati notati da una famiglia che ha avvertito il 112 verso le 21. Solo dopo questa segnalazione è scattato l’allarme, nonostante nel museo vi fossero i custodi del turno 19:30-7:30.
Un’altra coppia di messinesi si è fermata incuriosita davanti alle opere abbandonate e ha fotografato i preziosissimi dipinti appoggiati al muretto che sostiene le alte sbarre attorno al museo lungo il viale Annunziata. Due di queste sbarre, vicino alla porta da cui sarebbero scappati i ladri, risultano allargate, forse per consentire il passaggio di un uomo.
L’inchiesta della Procura di Messina, diretta da Antonio D’Amato, è stata aperta per furto pluriaggravato di opere d’arte, al momento a carico di ignoti. Piazzare sul mercato opere di tale valore e importanza artistica è molto difficile se non impossibile. Gli investigatori dovranno quindi accertare se si sia trattato di un furto su commissione o se i ladri avessero in mente un piano ben preciso.