Il correttivo alla delega fiscale approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026 introduce una svolta pesante per chi utilizza un'auto aziendale in uso promiscuo. Il nuovo meccanismo di calcolo del fringe benefit penalizza i veicoli con più di 5 anni di anzianità, con un incremento del 50% dell'aliquota base. Per un'auto termica, l'imponibile passa dal 50% al 75% del costo chilometrico ACI, con un impatto diretto sulla busta paga del dipendente e sui costi aziendali.
Il criterio dell'anzianità del veicolo
Fino a oggi il fringe benefit si basava sulle emissioni di CO2, ma il nuovo impianto guarda all'età del veicolo. Superati i 5 anni dalla prima immatricolazione, il valore imponibile subisce un incremento del 50% sull'aliquota base legata all'alimentazione. L'obiettivo del governo è spingere le aziende a un ricambio più rapido della flotta, entro i 4 anni, per favorire modelli meno inquinanti. Chi ammortizzava l'acquisto o prolungava un noleggio per contenere i costi ora dovrà affrontare un conto diverso, con un imponibile IRPEF più alto per il lavoratore e maggiori oneri contributivi per l'impresa.
Come funziona il calcolo con la maggiorazione
L'imponibile si determina applicando una percentuale fissa al costo chilometrico convenzionale delle tabelle ACI, su una percorrenza annua di 15.000 chilometri. Le auto 100% elettriche restano al 10%, le plug-in hybrid al 20%, mentre i motori endotermici tradizionali (benzina, diesel, ibride non ricaricabili) restano al 50%. Superati i 5 anni, la maggiorazione si applica in percentuale relativa: un'elettrica passa dal 10% al 15%, una plug-in dal 20% al 30%, mentre un'auto termica arriva al 75% del costo ACI. Per un veicolo termico già al 50%, l'aumento è il più pesante in termini assoluti.
Optional e accessori: arriva il forfait del 5%
Il correttivo interviene anche sulla tassazione degli accessori non tabellati (rivestimenti, sistemi di guida assistita, impianti audio di fascia alta). In passato l'Agenzia delle Entrate richiedeva la valorizzazione secondo il valore normale, complicando il lavoro degli uffici e aprendo contenziosi. Con la nuova disciplina, la base imponibile del fringe benefit viene maggiorata forfettariamente del 5%, indipendentemente dal valore effettivo degli optional. Una soluzione che semplifica e rende prevedibile il calcolo, riducendo rischi di controlli, ma che può aumentare il prelievo sulle vetture più accessoriate.
La tutela per le riassegnazioni in azienda
Buone notizie per i passaggi interni dei veicoli. Nelle bozze iniziali si ipotizzava un ricalcolo del fringe benefit sul valore di mercato dell'usato in caso di riassegnazione a un nuovo dipendente. Il correttivo invece prevede che la storia fiscale dell'auto resti invariata: la maggiorazione scatterà solo al compimento effettivo del quinto anno dalla prima immatricolazione, a prescindere da quanti lavoratori l'abbiano guidata. Questo evita aggravi improvvisi per le imprese che riutilizzano le auto all'interno della stessa flotta.