Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, sezione Lavoro, numero 24402 del 3 agosto 2026, ha stabilito un principio destinato a fare giurisprudenza. L'indennità di accompagnamento spetta anche a quei minori affetti da diabete che, pur apparendo perfettamente autonomi dal punto di vista motorio, non sono in grado di gestire da soli le terapie salvavita quotidiane. La decisione ribalta un orientamento restrittivo che per anni ha negato il beneficio a molti bambini, basandosi esclusivamente sulla capacità di camminare, mangiare o vestirsi senza assistenza.
Il criterio dell'autonomia motoria non è più sufficiente per negare il sussidio
I giudici di legittimità hanno chiarito che l'impossibilità di compiere gli atti della vita quotidiana non coincide necessariamente con una disabilità fisica grave. Esiste una dimensione cognitiva ed emotiva che assume particolare rilevanza quando si parla di bambini piccoli. Un minore, per la sua età o per la complessità della patologia, può non avere ancora la maturità necessaria per comprendere l'importanza di una terapia salvavita. In questi casi, scatta comunque il diritto al sussidio, a condizione che l'atto in questione risponda a tre requisiti precisi. Deve ripetersi ogni giorno senza interruzioni, deve essere strettamente legato alla persona del minore e deve avere una funzione indispensabile per la tutela della sua salute. Sono questi tre elementi, letti insieme, a fare la differenza tra una difficoltà gestibile e una condizione che giustifica l'accompagnamento.
Il caso concreto di un bambino di sette anni con diabete infantile
Per comprendere la portata pratica del nuovo principio, si può considerare la situazione di un bambino di sette anni con diabete. Agli occhi di chiunque lo osservi dall'esterno, il piccolo sembra perfettamente autosufficiente. Va a scuola senza problemi, gioca con i compagni al parco, mangia senza bisogno di aiuto fisico. Eppure, dietro questa apparente normalità, si nasconde una realtà molto più delicata. Ogni giorno il bambino ha bisogno che un adulto monitori i valori della glicemia, controlli il corretto funzionamento degli strumenti medici e somministri l'insulina nei momenti giusti, prima e dopo i pasti. Si tratta di operazioni che richiedono precisione e competenze che un bambino così piccolo semplicemente non possiede. È proprio questa impossibilità, ripetuta ogni singolo giorno e legata a un bisogno di sopravvivenza, a rendere necessaria la presenza costante di un adulto accanto a lui, e quindi a giustificare pienamente il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento.
La vicenda giudiziaria e il rinvio a un nuovo giudice
Nel caso specifico portato davanti alla Suprema Corte, i genitori del bambino si erano visti respingere la domanda dal tribunale di primo grado, che aveva giudicato la situazione troppo generica e il minore sostanzialmente capace di condurre una vita ordinaria. La famiglia non si è arresa e ha portato la vicenda fino in Cassazione, ottenendo ragione. I giudici hanno annullato la sentenza del tribunale di merito, colpevole di non aver mai analizzato davvero l'incapacità del bambino di gestire da solo la terapia insulinica quotidiana. Il fascicolo è stato quindi rinviato a un nuovo giudice, che dovrà riesaminare l'intero caso applicando il principio appena fissato dalla Cassazione, oltre a decidere sulle spese legali del procedimento.
Le ricadute per le famiglie con figli diabetici
Al di là dell'esito specifico di questa vicenda, la pronuncia rappresenta un punto di riferimento prezioso per tutte le famiglie che si trovano ad affrontare un percorso simile. Da oggi, davanti a un rifiuto dell'Inps basato solo sull'apparente autonomia fisica del bambino, esiste un argomento giuridico solido a cui appellarsi. Questo principio restituisce dignità e sostegno concreto a chi convive ogni giorno con una malattia cronica fin dalla più tenera età. Le famiglie possono ora contare su un precedente che impone una valutazione più attenta e completa delle reali necessità assistenziali del minore, superando una volta per tutte la logica semplicistica dell'autosufficienza motoria.