Il modello 730 così come lo conosciamo potrebbe cambiare radicalmente a partire dal 2027. Al centro dello studio c'è una proposta che punta a dividere l'invio della dichiarazione dei redditi in due momenti distinti, ciascuno con una propria scadenza e una funzione ben precisa. L'obiettivo è alleggerire un adempimento che negli ultimi anni è diventato sempre più complesso, complici crediti d'imposta, bonus Irpef, detrazioni da recuperare e rate dei bonus edilizi da riportare con precisione. A lavorare al progetto sarebbero il Ministero dell'Economia e delle Finanze e gli esperti del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, anche se al momento si tratta solo di ipotesi allo studio e non di norme già approvate.
Primo invio entro il 31 luglio con i dati fiscali
La prima fase ricalcherebbe da vicino il 730 attuale. Il contribuente dovrebbe trasmettere la dichiarazione entro il 31 luglio, inserendo i dati essenziali che servono a calcolare le imposte da versare oppure il rimborso spettante. In questa tranche si concentrerebbe tutto ciò che incide direttamente sul risultato finale del rapporto con il Fisco, cioè quanto si deve pagare o quanto si ha diritto a ricevere. Una parte snella, insomma, pensata per dare subito il quadro economico della posizione fiscale.
Secondo invio al 30 novembre per i dati di controllo
La seconda fase avrebbe come termine il 30 novembre. Qui andrebbero trasmessi tutti quei dati che non servono a determinare le tasse, ma che l'Amministrazione finanziaria utilizza per svolgere verifiche e controlli. Si tratta di una porzione sempre più corposa del modello, che oggi appesantisce la dichiarazione e mette sotto pressione commercialisti e operatori dei CAF, costretti a gestire pratiche articolate in tempi stretti con il rischio di incappare in errori che poi si traducono in controlli, rettifiche e richieste di chiarimento. Separare il calcolo delle imposte dagli obblighi informativi restituirebbe alla dichiarazione la sua funzione originaria, cioè stabilire e pagare correttamente le tasse.
Il nodo delle scadenze ancora aperte per il 2026
Mentre si discute del futuro, resta il presente. La stagione del 730 si è chiusa il 30 settembre, ma chi ha commesso un errore o ha dimenticato qualche dato ha ancora margine per rimediare. Fino al 26 ottobre è possibile presentare il 730 integrativo, purché la correzione porti a un credito più alto, a un debito più basso oppure lasci l'imposta invariata. Se invece l'errore comporta più tasse da pagare, la strada è un'altra. Entro il 2 novembre si può ricorrere al modello Redditi correttivo, termine valido anche per il modello Redditi Persone Fisiche, utilizzabile da chi non è riuscito a presentare il 730 in tempo. La scadenza ordinaria del 31 ottobre cade di sabato e il 1° novembre è festivo, per questo il termine slitta al primo giorno lavorativo utile. Chi vuole approfondire i dettagli operativi può consultare le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate e le analisi sulla normativa fiscale.
Una semplificazione ancora da approvare
La proposta potrebbe trovare spazio già nella prossima legge di Bilancio, la manovra che il Governo presenta in autunno e che, una volta approvata, entrerebbe in vigore dal 1° gennaio 2027. Non è escluso che nel percorso parlamentare il testo subisca modifiche anche importanti. Il principio resta però chiaro, dare al contribuente la possibilità di concentrarsi prima su ciò che conta per il pagamento e solo in un secondo momento, con più calma, completare la parte dedicata ai controlli. Un cambio di passo che alleggerirebbe anche il lavoro dei professionisti, chiamati oggi a destreggiarsi tra scadenze ravvicinate e modelli sempre più densi di informazioni.