INPS 2026: esenzione fasce reperibilità per cure ambulatoriali · Risoluto
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INPS aggiorna le regole sulle fasce di reperibilità per le cure ambulatoriali dal 2026

Di Giacomo Cascio
INPS aggiorna fasce reperibilità cure ambulatoriali 2026

L'INPS, con la circolare n. 65 del 16 giugno 2026, ha introdotto importanti novità per i lavoratori in malattia. L'istituto ha equiparato alcune prestazioni ambulatoriali complesse al regime di day hospital, con effetti diretti sull'obbligo di rispettare le fasce di reperibilità per le visite fiscali. La modifica adegua la normativa all'evoluzione dell'assistenza sanitaria, dove molte cure un tempo ospedaliere oggi vengono svolte in regime ambulatoriale senza ridurre l'impatto sulla capacità lavorativa.

Prestazioni equiparate al ricovero e tutela previdenziale

L'INPS riconosce che alcune prestazioni, pur senza ricovero tradizionale, impegnano il lavoratore tanto da impedirgli di lavorare nella giornata di cura. Rientrano in questa categoria il Day Service Ambulatoriale (DSA), la Day Surgery, la Macro Attività Ambulatoriale Complessa (MAC), la Bassa Intensità Chirurgica (BIC), il Pacchetto Ambulatoriale Complesso (PAC) e i Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA). Per queste prestazioni si applica la stessa tutela prevista per il ricovero ospedaliero, con esonero dalle fasce di reperibilità nelle giornate di effettiva presenza in struttura.

Strutture sanitarie assimilabili al ricovero

La circolare elenca anche le strutture dove la permanenza può essere equiparata a un ricovero. Tra queste i Centri di Salute Mentale (CSM) con ospitalità notturna qualificata come ricovero breve, le Case della Comunità per prestazioni in day service e i Centri per i Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DNA) accreditati dal Servizio sanitario nazionale con presa in carico completa. Anche le permanenze in comunità terapeutiche per la salute mentale possono rientrare, purché garantiscano assistenza sanitaria continuativa.

Prestazioni escluse e obbligo di reperibilità

Non tutte le cure ambulatoriali beneficiano dell'equiparazione. Le attività svolte in strutture socio-educative, riabilitative o semiresidenziali, come i centri diurni senza assistenza sanitaria continuativa, restano soggette alla disciplina della malattia comune. In questi casi il lavoratore deve presentare un certificato medico e rispettare le fasce di reperibilità per le visite fiscali. L'obbligo vale anche per i trattamenti in comunità terapeutiche prive di assistenza sanitaria continuativa e per i percorsi DNA in regime semiresidenziale in strutture non sanitarie.

Dimissioni protette e giorni intermedi

Per le dimissioni protette, cioè i percorsi di assistenza post-ricovero, l'INPS chiarisce che solo le giornate di effettivo accesso in ospedale per accertamenti o prestazioni sono equiparate al ricovero. I giorni intermedi tra un accesso e l'altro sono considerati malattia comune e possono essere indennizzati solo con un certificato medico di incapacità temporanea. Questo significa che, nei giorni intermedi, il lavoratore deve rendersi reperibile per le visite di controllo.

Documentazione necessaria e tracciabilità

Per il riconoscimento della tutela previdenziale, la struttura sanitaria deve rilasciare la documentazione appropriata: certificato di dimissione o documenti attestanti il ricovero breve per le prestazioni equiparate, certificato medico per la malattia comune. È fondamentale che la struttura garantisca la tracciabilità attraverso cartella clinica, Piano Terapeutico Individuale (PTI) e registrazione presenze. Queste novità rappresentano un passo importante verso l'adeguamento delle tutele alla moderna organizzazione sanitaria, offrendo maggiore flessibilità ai lavoratori che affrontano cure complesse.

GC

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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