Dal 15 giugno 2026, l'INPS ha introdotto una procedura digitale rinnovata per la richiesta dell'assegno sociale. Il nuovo percorso, descritto nel messaggio n. 1997 del 15 giugno 2026, punta a ridurre gli errori di compilazione e a velocizzare i tempi di risposta, grazie a controlli automatici e dati precompilati. Le modifiche riguardano esclusivamente l'assegno sociale ordinario (categoria 078) e non quello sostitutivo (categoria 044), che resta invariato.
La spinta del PNRR per modernizzare l'istruttoria
L'aggiornamento fa parte del progetto "Istruttoria assegno sociale", avviato nell'ambito del PNRR. L'obiettivo è duplice: da un lato, consentire al cittadino di completare la procedura in autonomia, senza dover ricorrere agli sportelli territoriali; dall'altro, permettere all'INPS di raccogliere fin dall'inizio tutte le informazioni necessarie, evitando richieste di integrazione documentale che allungano i tempi. Il nuovo portale guida l'utente passo dopo passo, con messaggi contestuali che spiegano i requisiti e i documenti da allegare.
Dati precompilati e supporto alla compilazione
La novità più evidente è la precompilazione automatica di alcuni dati anagrafici, come stato civile e cittadinanza, recuperati direttamente dagli archivi INPS. L'utente può comunque modificare manualmente le informazioni se non aggiornate. Inoltre, la procedura si è arricchita di messaggi contestuali che compaiono nei momenti critici, spiegando in linguaggio semplice i requisiti. Per esempio, chi è separato o divorziato trova indicazioni specifiche su come dichiarare gli assegni di mantenimento percepiti, una voce che in passato generava incertezze e rallentamenti.
Separazione e divorzio: rimossi i limiti tecnici sui documenti
I soggetti separati o divorziati possono ora inserire gli estremi del provvedimento giudiziario o allegarlo direttamente in formato digitale. L'INPS ha eliminato la restrizione tecnica che limitava il numero di sentenze o decreti caricabili, una barriera che penalizzava chi aveva situazioni familiari complesse o più procedimenti da documentare.
Controllo bloccante per i 10 anni di soggiorno
Uno degli aspetti più delicati per l'assegno sociale è il requisito del soggiorno legale e continuativo in Italia per almeno 10 anni. La nuova procedura introduce controlli bloccanti durante la compilazione: se la data di inizio soggiorno non è compatibile, il sistema impedisce di proseguire, evitando domande destinate al rigetto. Per chi ha trascorso periodi all'estero, è disponibile una sezione dedicata per indicare date e motivazioni, allegando documentazione a supporto.
Cittadini extracomunitari: dialogo automatico con gli archivi permessi di soggiorno
Per i richiedenti non comunitari, la procedura ha compiuto un salto in avanti: grazie all'interconnessione con l'archivio PE.SO. di ArcaNet, il sistema verifica automaticamente la validità del permesso di soggiorno di lungo periodo. Le informazioni vengono precompilate, sgravando il cittadino dall'onere di produrre documentazione. Rimane comunque possibile modificare i dati proposti o allegare documenti alternativi.
Dichiarazioni finali obbligatorie e verifica automatica del reddito
L'ultima sezione della domanda prevede dichiarazioni di responsabilità che il richiedente deve sottoscrivere, tra cui la veridicità dei dati e gli obblighi di comunicazione su variazioni di reddito o periodi di allontanamento dall'Italia. Inoltre, l'INPS sta preparando una revisione della sezione reddituale per integrare un controllo automatico del diritto basato sull'archivio unico dei redditi. Quando sarà operativo, il cittadino potrà sapere in tempo reale se soddisfa i requisiti economici, prima ancora che la pratica venga assegnata a un istruttore.