Dal prossimo primo luglio entrerà in vigore un nuovo dazio europeo di 3 euro per ogni spedizione di valore inferiore ai 150 euro proveniente da Paesi extra UE. La misura, approvata dall'Unione Europea, elimina la franchigia doganale che dal 1990 consentiva l'ingresso senza dazi di piccoli pacchi, in particolare dalla Cina. L'obiettivo è contrastare il flusso crescente di merci a basso costo e garantire una concorrenza più equa per le imprese europee.
Il dazio europeo si applica per ogni categoria merceologica
Uno degli aspetti meno intuitivi della nuova disciplina riguarda il metodo di applicazione del prelievo. Il contributo di 3 euro non sarà necessariamente applicato una sola volta per ogni pacco, ma potrà essere riscosso per ciascuna categoria merceologica contenuta nella spedizione. Ad esempio, se un pacco contiene due camicie di cotone e una camicia di lana, le merci appartengono a due diverse classificazioni tariffarie, quindi il dazio potrà essere applicato due volte per un totale di 6 euro. Come specificato dalla Commissione UE, il dazio dovrà essere pagato indipendentemente dal sistema utilizzato per la riscossione dell'Iva.
Slitta al primo ottobre la tassa italiana da 2 euro
Nelle stesse ore, il Consiglio dei ministri del 22 giugno ha deciso di rinviare al primo ottobre la tassa nazionale da 2 euro sulle spedizioni extra UE sotto i 150 euro. Introdotta all'inizio del 2026 per coprire i costi delle autorità doganali e contrastare il fast fashion, la misura era già stata sospesa più volte. L'ulteriore rinvio accoglie le richieste delle associazioni di categoria, che temevano un effetto '3+2' dannoso per la logistica italiana. Confetra e Aice-Confcommercio avevano sottolineato che una doppia tassa avrebbe spinto gli operatori a dirottare le spedizioni verso altri Stati membri, con conseguente perdita di traffici e introiti fiscali per l'Italia.
L'impatto su consumatori e imprese
Per i consumatori, il costo finale di un acquisto online da piattaforme cinesi come Shein o AliExpress aumenterà di almeno 3 euro più l'Iva, anche per ordini di pochi euro. Le imprese europee, invece, vedranno un parziale riequilibrio competitivo, poiché i prodotti a bassissimo costo perderanno parte del loro vantaggio. Aice-Confcommercio sostiene la nuova tassa come strumento di contrasto alla concorrenza sleale, specialmente nei settori abbigliamento, accessori e articoli per la casa. Tuttavia, restano dubbi sull'efficacia pratica e sui possibili effetti collaterali sulla logistica.
Le reazioni del settore logistico
Le organizzazioni del settore, come Confetra, avevano chiesto a gran voce di eliminare o rinviare la tassa italiana, sottolineando che una doppia imposizione avrebbe rischiato di provocare una drastica riduzione delle spedizioni gestite in Italia. Gli operatori internazionali avrebbero potuto scegliere di far arrivare le merci in altri paesi UE e poi trasferirle via camion, eludendo così il contributo nazionale. Con lo slittamento al primo ottobre, il governo italiano ha evitato questo scenario, ma il confronto sulle politiche doganali è destinato a proseguire.