Riforma disciplina scolastica 2026 sospensioni e condotta · Risoluto
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Scuola, da settembre 2026 sospensioni trasformate in attività di recupero e 5 in condotta boccia l'anno

Di Giacomo Cascio
Riforma scuola 2026: sospensioni trasformate in attività di recupero, voto in condotta decisivo per la promozione

Con l'avvio del nuovo anno scolastico, che in molte regioni italiane prende il via tra pochi giorni, entra pienamente in vigore la riforma voluta dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il provvedimento, costruito su una legge varata nell'ottobre 2024 e sui decreti attuativi pubblicati nel settembre 2025, cambia radicalmente il modo in cui le scuole gestiscono le punizioni disciplinari e il voto in condotta. L'obiettivo dichiarato è duplice da un lato responsabilizzare gli studenti attraverso percorsi educativi mirati, dall'altro inasprire le conseguenze per chi tiene comportamenti violenti o gravemente scorretti.

Le sospensioni brevi non sono più una vacanza forzata

La novità più significativa riguarda le sospensioni fino a due giorni. In passato, uno studente allontanato da scuola per uno o due giorni restava semplicemente a casa, spesso vivendo il provvedimento come una pausa inattesa. Con la nuova normativa, invece, chi riceve una sospensione breve deve rimanere a scuola, impegnato in attività di approfondimento assegnate dal consiglio di classe, su temi legati alle conseguenze del proprio comportamento. Al termine di questo percorso, lo studente è tenuto a scrivere un elaborato critico in cui riflette su quanto appreso. L'istituto individua i docenti che seguono il ragazzo durante queste ore, garantendo che la sanzione si trasformi in un momento di crescita personale e non in una semplice punizione.

Sospensioni da tre a quindici giorni con la cittadinanza solidale

Quando la sospensione supera i due giorni e arriva fino a un massimo di quindici, scatta un altro meccanismo innovativo. Lo studente dovrà svolgere attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate con la scuola, selezionate tra quelle presenti negli elenchi predisposti dall'amministrazione periferica del Ministero. Queste esperienze, che possono includere attività in ambito sociale o assistenziale, hanno lo scopo di far comprendere allo studente l'impatto delle proprie azioni sulla comunità. Il consiglio di classe può inoltre decidere che queste attività proseguano anche dopo il rientro in aula, secondo criteri di temporaneità, gradualità e proporzionalità rispetto alla gravità del comportamento contestato. Si tratta di una misura flessibile, calibrata caso per caso, che mira a trasformare l'allontanamento in un'opportunità di riflessione concreta.

Il voto in condotta diventa determinante per l'ammissione all'anno successivo

Il secondo pilastro della riforma riguarda il peso del voto in condotta. Alle scuole medie, il comportamento torna a essere valutato in decimi, e una valutazione finale inferiore a sei comporta la non ammissione alla classe successiva o all'esame conclusivo del primo ciclo, anche se i voti nelle materie sono sufficienti. Inoltre, la valutazione non si limita più al singolo quadrimestre ma considera l'intero anno scolastico, e nel giudizio pesano in modo specifico gli episodi di violenza o aggressione verso docenti, compagni e personale scolastico. Un voto pari a cinque in condotta porta alla bocciatura automatica, che può essere applicata anche in caso di violazioni gravi e ripetute del regolamento d'istituto. Se il voto è inferiore a sei in sede di valutazione periodica, lo studente viene comunque coinvolto in attività di cittadinanza attiva e solidale, anche senza sospensione.

Alle superiori il sei in condotta diventa un debito da recuperare

Alle scuole superiori, le conseguenze si estendono fino all'esame di Stato. Chi ottiene sei in condotta si ritrova con un debito scolastico in educazione civica da recuperare entro l'inizio dell'anno successivo. Il consiglio di classe sospende il giudizio di ammissione e assegna un elaborato critico sui temi della cittadinanza attiva e solidale. Se l'elaborato non viene consegnato in tempo o viene valutato insufficiente, lo studente non è ammesso all'anno successivo. La stessa logica si applica alla maturità chi arriva all'esame con sei in condotta dovrà discutere durante il colloquio orale un elaborato critico definito dal consiglio di classe, incentrato sul rispetto dei principi costituzionali. Il voto in comportamento incide anche sul credito scolastico il punteggio massimo può essere assegnato solo a chi ha ottenuto almeno nove decimi in condotta.

Una scuola che educa anche attraverso la sanzione

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito sottolinea come il nuovo impianto normativo unisca una maggiore severità nelle conseguenze a un rafforzamento della funzione educativa della sanzione. L'obiettivo non è semplicemente allontanare chi viola le regole, ma legare ogni provvedimento a un percorso di riflessione e restituzione alla comunità scolastica. In questo modo, la scuola intende educare anche attraverso la sanzione, trasformando ogni errore in un'occasione di crescita e responsabilizzazione. La riforma, quindi, non è solo un giro di vite, ma un cambio di prospettiva profondo che punta a formare cittadini consapevoli e rispettosi delle regole.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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