Particolari agghiaccianti sul sequestro di cani a Ribera
Di Giuseppe Pantano
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Cani costretti a vivere sui tetti sotto il sole cocente, altri rinchiusi in minuscoli recinti legati a catena ed altri ancora segregati in una stanza da mesi, tutti completamente circondati da un’enorme quantità di urina, feci e pane secco ormai rancido come unico alimento del quale cibarsi. Questa la situazione che avrebbero trovato le guardie eco-zoofile dell’Oipa di Agrigento, intervenute con i Carabinieri e personale Asp in un rudere fatiscente nelle campagne di Ribera di proprietà di uomo già precedentemente indagato per reati di maltrattamento di animali. Tra questi 16 cani, di varie età e sesso, denutriti, malati e tenuti in terribili condizioni igienico-sanitarie, le guardie zoofile hanno trovato anche una mamma con i propri cuccioli intrappolati in una delle stanze del rudere. "I cani - si legge in una nota Oipa - tutti senza microchip, sono quindi stati sequestrati e portati presso il canile comunale, fatta eccezione per uno dei cuccioli che, date le gravissime condizioni sanitarie, è stato preso in custodia dalle guardie zoofile Oipa e condotto d’urgenza in clinica veterinaria". Il proprietario, invece, è stato di nuovo denunciato per abbandono e maltrattamento di animali. "Questo è ormai il terzo sequestro, negli ultimi 4 anni, che effettuiamo nei confronti di questa persona, in tutti i casi per analoghe situazioni di maltrattamento - afferma Enzo di Bella, coordinatore provinciale del nucleo delle guardie zoofile OIPA Agrigento - In casi di recidività senza pentimento come questa, non possiamo limitarci a sequestrare: attraverso i nostri legali abbiamo richiesto al sindaco ad emettere un’ordinanza che impedisca a queste persone di avere altri animali, in modo poi da poter poi intervenire rapidamente nel momento in cui commettono di nuovo il reato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia".
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