La telefonata della moglie gelosa fa scattare l'indagine all'assessorato, tutti i nomi degli indagati
Di Risoluto Redazione
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Non era andato a lavoro e la donna che credeva di essere tradita nei momenti di assenza del marito dal lavoro, per ripicca, aveva chiamato la Guardia di Finanza.
Da questa segnalazione è scattato il tutto: il blitz che ha portato oggi ad un'indagine che coinvolge ben 42 dipendenti dell'Assessorato alla Salute. L'assessore Ruggero Razza, ha già fatto sapere che la Regione si costituirà parte civile.
A distanza di due anni, da quella telefonata, le indagini hanno portato all'individuazione di 42 dipendenti assenteisti dell'assessorato alla Sanità di piazza Ziino, a Palermo.
Il marito della donna che ha effettuato la telefonata e fatto partire le indagini, invece paradossalmente non risulta coinvolto nell'inchiesta:"Quella che sembrava una chiamata volta a segnalare dei gravi disservizi - spiega il comandante del gruppo di Palermo, Alessandro Coscarelli - celava in realtà un interesse di tipo privato, ma si è ugualmente rivelata utilissima ai fini delle indagini. La nostra attività costante di osservazione e monitoraggio degli impiegati, grazie all'utilizzo delle microspie, ha infatti permesso di accertare, complessivamente, 406 episodi illeciti. Abbiamo immortalato centinaia di episodi che hanno fatto venire a galla la naturalezza con la quale gli impiegati si allontanavano dal posto di lavoro o timbravano il cartellino per i colleghi.
Sono 147 i capi d'imputazione che pendono sui 42 indagati su circa 200 impiegati dell'assessorato. Agli arresti domiciliari sono finiti: Nicola Bonello, Giovanni Bronzo, Gabriella Gugliotta, Salvatore Migliorisi, Angelo Lentini, Fulvio Monterosso, Luciano Romeo, Vito Saputo, Benedetto Sciortino, Letterio Taormina e Ivan Trevis. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Giovanni Allegra, Francesco Bongiorno, Marco Camarda, Anna Maria Chiavetta, Antonino Costumati, Salvatore Gervasi, Giuseppe Magno, Giuseppe Maranzano, Angela Maria Misseri, Giuseppina Palazzolo e Giovanna Tagliavia. Altri venti dipendenti sono stati denunciati.
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