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Sanità, Schifani riordina l’intramoenia: «Più equità, trasparenza e meno liste d’attesa»

Di Giovanna Venezia
Sanità, Schifani riordina l’intramoenia: «Più equità, trasparenza e meno liste d’attesa»

Il governo regionale mette mano all’attività libero-professionale intramuraria dei medici siciliani con un decreto che punta a ristabilire regole chiare, rafforzare il servizio pubblico e ridurre le liste d’attesa. A illustrarne la portata è il presidente della Regione, Renato Schifani, che parla di un intervento necessario per correggere distorsioni stratificate negli anni e garantire un accesso più equo alle cure.
«L’obiettivo – sottolinea Schifani – è potenziare le prestazioni in regime istituzionale e assicurare maggiore giustizia ai cittadini. Stiamo lavorando per ridurre le liste d’attesa e, soprattutto, per evitare che in futuro si ricreino condizioni che appesantiscono il sistema sanitario e penalizzano chi attende una prestazione».
Il provvedimento, firmato dall’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, aggiorna una normativa ferma da oltre un decennio e ridefinisce il rapporto tra sanità pubblica e attività privata svolta all’interno delle strutture del Servizio sanitario regionale. Il principio cardine è chiaro: l’attività libero-professionale dovrà essere coerente con il fabbisogno reale e strettamente legata a quanto svolto in regime pubblico.
Le direzioni strategiche delle aziende sanitarie saranno chiamate a fissare, per ogni struttura e per ciascun dirigente medico, i volumi minimi di attività istituzionale. Questi costituiranno anche il tetto massimo per l’attività intramuraria (Alpi), che non potrà superare né i volumi né l’impegno orario del servizio pubblico e dovrà svolgersi esclusivamente al di fuori dell’orario di lavoro.
«Si tratta di un’operazione complessa – spiega Faraoni – ma indispensabile per aumentare le prestazioni in regime istituzionale, migliorare la trasparenza e rendere più semplice e giusto l’accesso alle cure, nel pieno rispetto del principio di equità».
Il decreto introduce inoltre sistemi separati di prenotazione e incasso, la tracciabilità completa delle prestazioni e controlli trimestrali, affidati sia alle aziende sanitarie sia all’assessorato regionale. Le autorizzazioni già concesse saranno riesaminate entro 30 giorni per verificarne la compatibilità con l’organizzazione interna delle strutture e con l’andamento delle liste d’attesa.
«Vogliamo tutelare i cittadini – aggiunge l’assessore – garantendo tempi di attesa più regolari e, al contempo, permettere ai professionisti di operare al meglio all’interno di regole chiare e costantemente monitorate».
Sul fronte delle prenotazioni, infine, le direzioni generali dovranno cancellare quelle successivamente fruite in regime libero-professionale, così da evitare disallineamenti nei tempi di attesa legati a prestazioni non più necessarie.
Un intervento che segna una svolta nella gestione dell’intramoenia in Sicilia e che punta a riequilibrare il rapporto tra interesse pubblico e attività privata, rimettendo al centro il diritto alla salute dei cittadini.

GV

Giovanna Venezia

Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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