Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha reso noto durante il question time alla Camera che il 18 settembre ha inviato una lettera all'Alta rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, chiedendo un intervento urgente affinché tutti gli Stati membri contribuiscano con mezzi navali e aerei alla missione Aspides nel Mar Rosso. Attualmente, secondo quanto riferito dal ministro, solo Italia e Grecia stanno sostenendo l'operazione, mentre gli altri Paesi europei non hanno fornito il loro contributo.
La lettera a Kallas e la richiesta di addizionali contributi
Crosetto ha spiegato che nella missiva ha sollecitato un intervento «urgentissimo» per ottenere immediati addizionali contributi all'operazione da parte di tutti gli Stati membri. La risposta dell'Alta rappresentante non si è fatta attendere e, secondo il ministro, Kallas ha condiviso l'urgenza della richiesta e ha scritto subito a tutti i Paesi dell'Unione, esortandoli a una maggiore partecipazione con mezzi navali e aerei. «Attendiamo una risposta a stretto giro», ha aggiunto Crosetto, sottolineando che il confronto con il Parlamento non è mai venuto meno e che il governo sta facendo esattamente ciò che ci si aspetta, ovvero difendere le navi delle compagnie italiane e la pace.
La presenza italiana in Arabia Saudita e il quadro giuridico
Il ministro ha poi affrontato il tema della presenza militare italiana in Arabia Saudita, precisando che non si tratta di sostenere alcuna guerra. «La presenza dei nostri militari in Arabia Saudita poggia su un quadro giuridico chiaro e un percorso parlamentare totalmente trasparente», ha dichiarato. In particolare, il 5 marzo il Parlamento ha approvato le risoluzioni che autorizzavano il dispiegamento e lo schieramento di difesa aerea a protezione dei cittadini italiani e a supporto dei Paesi partner e alleati nell'area del Golfo, nonché per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell'area a tutela delle strutture primarie nazionali. Tale autorizzazione è stata successivamente confermata dalla commissione Affari esteri del Senato il 14 luglio e dalla Camera il 28 luglio. Inoltre, sono stati resi disponibili e auditi il Capo di Stato maggiore della Difesa il 17 giugno e il comandante del Vertice operativo interforze il 1 luglio.
Le reazioni politiche e il dibattito in corso
Le dichiarazioni di Crosetto arrivano in un momento di crescente attenzione verso le missioni internazionali italiane e il loro finanziamento. L'opposizione ha chiesto chiarimenti sui costi e sui rischi, mentre la maggioranza ha ribadito la necessità di una maggiore condivisione degli oneri a livello europeo. Il tema della difesa collettiva e della sicurezza nel Mediterraneo allargato resta centrale nell'agenda del governo, che continua a premere per un coinvolgimento più ampio dei partner Ue. Nei prossimi giorni sono attese ulteriori comunicazioni sull'esito delle richieste italiane e sull'eventuale risposta degli altri Stati membri.