Emma Bonino, addio alla radicale che portò la moratoria Onu · Risoluto
10

Emma Bonino, addio alla radicale che portò la moratoria Onu sulla pena di morte

Di ItalPress
Ritratto di Emma Bonino, leader radicale italiana e promotrice della moratoria Onu sulla pena di morte

Emma Bonino è morta l'11 settembre, nello stesso giorno in cui l'America ricorda l'attacco alle Torri Gemelle. Una coincidenza che assume un valore simbolico per chi ne ha seguito il percorso politico e internazionale. La leader radicale, scomparsa dopo una lunga malattia annunciata nel 2015, è stata una delle figure italiane più incisive nelle Nazioni Unite, capace di trasformare battaglie considerate utopistiche in risoluzioni concrete e trattati internazionali.

La moratoria Onu sulla pena di morte e la Corte Penale Internazionale

Tra i risultati più significativi della sua azione politica c'è la moratoria universale sulla pena di morte, approvata dall'Assemblea Generale dell'Onu nel 2007. Un traguardo che Bonino e Marco Pannella avevano perseguito per anni, nonostante lo scetticismo di molti diplomatici. La stessa determinazione portò alla nascita della Corte Penale Internazionale, il cui Statuto di Roma del 1998 rappresenta una tappa fondamentale del diritto internazionale. L'organizzazione Non c'è Pace Senza Giustizia, fondata da Bonino nel 1993, fu tra le protagoniste della mobilitazione che rese possibile quel risultato.

Le mutilazioni genitali femminili diventano una questione globale

Un altro fronte su cui Bonino ha lasciato il segno è la lotta contro le mutilazioni genitali femminili. Viaggiando tra le capitali africane, costruì alleanze con governi, associazioni e donne, trasformando un tabù in una questione universale di diritti umani. Il percorso culminò nella risoluzione dell'Assemblea Generale dell'Onu del 2012, che riconobbe ufficialmente queste pratiche come una violazione dei diritti fondamentali. Un risultato che difficilmente sarebbe stato raggiunto senza la sua ostinazione.

Il viaggio a Kabul nel 1997 e l'avvertimento ignorato

Nel 1997, da commissaria europea, Bonino si recò nell'Afghanistan dei talebani per denunciare la condizione delle donne. A Kabul venne fermata e trattenuta per ore insieme alla sua delegazione. Ma ciò che colpisce ancora oggi è l'avvertimento politico che lanciò in quella circostanza. Sostenne che l'Occidente non poteva voltarsi dall'altra parte davanti a un regime fondamentalista che cancellava le donne dalla società, illudendosi che quanto accadeva in Afghanistan sarebbe rimasto confinato laggiù. Quell'indifferenza, avvertiva, rischiava di diventare un boomerang per lo stesso Occidente. Quattro anni dopo, l'America sarebbe stata attaccata da Al Qaeda, l'organizzazione che proprio in Afghanistan aveva trovato rifugio.

L'amicizia con Pannella e la forza di una coppia politica

Il rapporto con Marco Pannella è stato uno dei motori della sua azione politica. Due caratteri simili, capaci di attrarsi e respingersi con la stessa intensità. Bonino e Pannella condividevano una convinzione quasi fondamentalista nella democrazia e nei diritti, e insieme hanno saputo usare il peso dell'Italia per influenzarne la politica estera su temi che molti governi consideravano marginali. La loro collaborazione ha reso possibile ciò che singolarmente sarebbe rimasto utopia.

Dal caso Khashoggi alla corsa per il vertice dell'Onu

Dopo l'assassinio di Jamal Khashoggi, Bonino incontrò a New York Hatice Cengiz, la fidanzata del giornalista saudita ucciso nel consolato di Istanbul. Convocò i giornalisti e chiese alle Nazioni Unite, all'Europa e agli Stati Uniti di non sacrificare la verità agli interessi geopolitici e ai petrodollari sauditi. Quando divenne ministra degli Esteri nel 2013, nei corridoi dell'Onu si cominciò a sussurrare che potesse diventare una candidata credibile a prima donna Segretario Generale. La malattia, annunciata nel 2015, arrivò proprio alla vigilia della stagione che avrebbe portato all'elezione di António Guterres. Non sapremo mai fin dove sarebbe potuta arrivare, ma il fatto stesso che il suo nome circolasse dice molto della sua dimensione internazionale.

Oggi la Corte Penale Internazionale esiste, la moratoria sulla pena di morte è periodicamente riaffermata dall'Assemblea Generale e le mutilazioni genitali femminili sono riconosciute dall'Onu come violazione dei diritti umani. Il Palazzo di Vetro conserva scolpite alcune delle battaglie che Emma Bonino ha combattuto e vinto. Per chi ha dedicato la vita alla politica, forse non esiste monumento più importante di un'utopia che tutti giudicavano impossibile e che, anche grazie a lei, è diventata realtà.

Anche in Politica
I

ItalPress

Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

Tutti gli articoli
📬 Newsletter Risoluto

Le notizie che contano, ogni mattina nella tua casella.

Niente spam, solo cronaca, politica e cultura della Sicilia che dovresti conoscere.