Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha rilasciato dichiarazioni di ampio respiro durante un'intervista a Viareggio, nell'ambito della rassegna L'Estate del Principe, condotta da Augusto Minzolini. La Russa ha espresso la convinzione che Giorgia Meloni, attuale presidente del Consiglio, possa diventare un giorno Presidente della Repubblica, auspicando che ciò accada già nella prossima elezione o in quella successiva. Secondo il numero due dello Stato, si tratterebbe di un grandissimo bene per l'Italia, dopo l'esperienza di Sergio Mattarella.
La Russa si dice fiducioso sul futuro istituzionale di Meloni
Rispondendo alle domande sul futuro della leader di Fratelli d'Italia, La Russa ha sottolineato che Meloni ha le qualità per ricoprire il più alto scranno dello Stato e che il suo eventuale mandato rappresenterebbe un'opportunità per il Paese. Pur non indicando tempi precisi, ha lasciato intendere che la candidatura potrebbe maturare già al termine dell'attuale settennato o in una successiva finestra elettorale. Le sue parole arrivano in un momento di stabilità politica per il centrodestra, che governa da diversi anni.
Scontri al cantiere Tav e a Bologna: La Russa critica il sindaco e invita alla vigilanza
Interpellato sulle violenze avvenute al cantiere della Tav e a Bologna, il presidente del Senato ha respinto l'idea di un ritorno al terrorismo, ma ha messo in guardia da forme di aggregazione violenta. Ha definito imprudente il sindaco di Bologna per aver autorizzato una manifestazione pacifica che, a suo dire, ha fornito una copertura a frange estremiste. La Russa ha esortato le forze dell'ordine a rimanere vigili, sia contro le minacce palesi sia contro quelle sotterranee, e ha chiesto una ricostruzione chiara dei fatti di Fakir.
Vannacci e il centrodestra: secondo La Russa ha votato con la sinistra
Sul caso del generale Roberto Vannacci, La Russa ha ribadito che questi ha scelto di uscire dall'arco del centrodestra e che, in diverse votazioni parlamentari, i suoi rappresentanti hanno votato con le opposizioni. Ha respinto l'ipotesi di un rientro nel centrodestra, a meno che non avvenga alle condizioni del partito, ironizzando sul Partito Liberale Italiano che poneva condizioni analoghe. Pur manifestando rispetto per il passato militare di Vannacci, La Russa ha dichiarato di dissentire dalle sue posizioni politiche attuali.
Verso le Comunali di Milano: troppi candidati, ma fiducia nella vittoria
In vista delle elezioni comunali a Milano, La Russa ha osservato che rispetto a cinque anni fa ora ci sono molti candidati, un segnale positivo. Ha citato Sardone della Lega, Lupi di Noi Moderati e Tatarella di Forza Italia, auspicando che si arrivi a un candidato unitario con il sostegno di tutte le forze di centrodestra. Si è detto molto fiducioso sulla possibilità di vincere a Milano, nonostante l'elevato numero di aspiranti sindaci, purché si faccia squadra.
Nazionale di calcio e Pirlo: Everest da calciatore, collinetta da allenatore
Sulla polemica relativa al ruolo di Andrea Pirlo come testimonial di una società russa di scommesse, La Russa ha escluso che il presidente del CONI Giovanni Malagò non fosse a conoscenza della vicenda. Quanto alla scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale, il senatore si è chiamato fuori dai commenti, ma ha ribadito una netta distinzione: Pirlo è stato un Everest come calciatore, ma una collinetta come allenatore, non avendo mai dimostrato il proprio valore in panchina. Ha ironizzato sul fatto che in un momento in cui l'Italia non si qualifica ai Mondiali da anni, sarebbe meglio puntare su tecnici di provata esperienza, citando Ancelotti e Guardiola, piuttosto che su nomi ancora da scoprire. Ha concluso augurando che la scelta vada bene.