Mattarella ad Amatrice inaugura l'anno scolastico 2026/2027 · Risoluto
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Mattarella ad Amatrice inaugura l'anno scolastico e ricorda il sisma del 2016

Di ItalPress
Presidente Mattarella inaugura l'anno scolastico ad Amatrice nel decimo anniversario del sisma del 2016

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto Amatrice, nel decimo anniversario del terremoto che il 24 agosto 2016 devastò il centro Italia, per inaugurare l'anno scolastico 2026/2027. Una scelta densa di significato, che il capo dello Stato ha voluto spiegare con parole nette. La scuola è il luogo dove si ricomincia, ha detto, e farlo da una scuola ricostruita, da Amatrice, da Arquata del Tronto, da Norcia, significa dare un segnale di speranza e di impegno concreto.

Il valore simbolico della ricostruzione

Mattarella ha definito Amatrice, Arquata del Tronto e Norcia capitali d'Italia per un giorno, sottolineando come la centralità del percorso di ricostruzione sia un dovere collettivo. Il presidente ha voluto così rendere omaggio alle comunità ferite dal sisma, ribadendo che il Paese non dimentica e che la rinascita passa anche dai banchi di scuola. Un messaggio di fiducia che si intreccia con la memoria e con la responsabilità verso le nuove generazioni.

Un invito a guardare avanti senza paura

Rivolgendosi agli studenti, Mattarella ha esortato a guardare al futuro con fiducia, ricordando che la sua generazione ha vissuto trasformazioni inimmaginabili, come l'arrivo di Internet e della televisione a colori. Ha invitato a non rimanere ancorati al passato ma a investire sul domani, perché un Paese che punta su scuola e conoscenza sarà più forte e resiliente. Il presidente ha anche messo in guardia dal rischio di consumare le risorse nell'immediato, senza costruire prospettive durature.

Educare al tempo dell'intelligenza artificiale

Il capo dello Stato ha poi affrontato il tema delle nuove tecnologie, definendo l'intelligenza artificiale e i social network motori di grande potenza che offrono opportunità fino a ieri impensabili. Tuttavia, ha avvertito, occorre saperne rimuovere i pericoli, come la manipolazione della realtà, la colonizzazione del pensiero e la compressione nascosta della libertà personale. Il progresso, ha aggiunto, non va ostacolato né temuto, ma orientato e verificato costantemente per garantire il primato della persona. Le giovani generazioni, le più capaci di usare questi strumenti, devono crescere tenendo insieme conoscenza e umanità, competenze tecniche e solidarietà.

Contro la violenza e per una scuola inclusiva

Mattarella ha dedicato un passaggio duro agli episodi di violenza e sopraffazione ai danni delle ragazze, definendoli intollerabili, e ha condannato anche le forme più subdole di oppressione e le pretese di supremazia. La scuola, ha detto, deve aiutare a riconoscere un'etica condivisa, non limitarsi a un codice di comportamento. Ha poi ribadito il ruolo della scuola come leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia da famiglie emigrate, citando l'articolo 34 della Costituzione che sancisce l'apertura a tutti. Il compito è stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie e non formare ghetti né alzare barriere, ma produrre coesione sociale. Gli studenti, ha concluso, non sono semplici utenti ma protagonisti, e la società ha bisogno della loro voce.

Il messaggio di Mattarella arriva in un momento in cui il dibattito pubblico italiano torna spesso su temi come l'integrazione e il ruolo dell'istruzione. La sua riflessione si collega idealmente ad altre iniziative sul territorio, come i finanziamenti per potenziare i servizi locali e i progetti che mirano a rafforzare le comunità. Un richiamo a investire sul futuro, che per Mattarella passa prima di tutto dalla scuola.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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