Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto con un messaggio agli Stati Generali sulla sicurezza sul lavoro, letto dalla presidente della commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo. Nel testo il Capo dello Stato definisce gli infortuni e le morti bianche «una delle emergenze più gravi del nostro Paese» e invita a guardare alle giornate di studio come a un'occasione concreta per esaminare le criticità del sistema e individuare strategie di intervento efficaci. Il messaggio non si limita alla denuncia, ma entra nel merito dei meccanismi che producono le tragedie sul lavoro.
Il peso delle vittime sulle famiglie
Mattarella sottolinea che ogni tragedia lascia un segno profondo nelle famiglie e nelle comunità, private per sempre di una parte di sé. Un passaggio che sposta l'attenzione dal dato statistico alla dimensione umana della perdita, ricordando come dietro ogni infortunio mortale ci sia un vuoto che non si colma. Il Presidente insiste su un punto preciso, ovvero che troppo spesso il risparmio economico e la fretta operativa prevalgono sulla tutela delle persone, in particolare nei settori più esposti al rischio.
Appalti e subappalti frammentano le responsabilità
Secondo il Capo dello Stato la frammentazione di appalti e subappalti rappresenta uno dei nodi strutturali del problema, perché può compromettere il rispetto delle norme e rendere confusa l'attribuzione delle responsabilità. Quando la catena degli affidamenti si allunga, diventa più difficile capire chi deve garantire cosa e chi risponde in caso di incidente. Per contrastare questi fenomeni Mattarella indica tre direttrici precise, ovvero controlli rigorosi, formazione adeguata e una cultura della sicurezza diffusa lungo l'intera filiera produttiva, con l'ulteriore possibilità di valorizzare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
Rischi psicosociali e nuove forme di impiego
Il messaggio del Presidente tiene conto anche delle trasformazioni del mondo del lavoro. Digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuove forme di impiego impongono di prestare attenzione ai rischi psicosociali legati a carichi eccessivi, orari prolungati e precarietà. Su questo fronte Mattarella cita un dato dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, secondo cui oltre 840.000 persone muoiono ogni anno nel mondo per problemi di salute associati a questi fattori. Un numero che, nelle parole del Capo dello Stato, ricorda come la tutela debba riguardare la persona nella sua interezza e non solo la sua incolumità fisica immediata.
La sicurezza non è un costo da contenere
La chiusura del messaggio è affidata a una formula che sintetizza l'intera impostazione. La sicurezza, afferma Mattarella, non può essere considerata un costo da contenere né un adempimento formale, ma deve costituire il presupposto irrinunciabile di ogni scelta sul lavoro e sulla dignità delle persone. Un principio che rovescia la logica produttivistica che spesso accompagna le decisioni aziendali e che il Presidente pone come criterio guida per legislatori, imprese e parti sociali. Il tema della prevenzione resta centrale anche nel dibattito pubblico sulle misure di contrasto agli infortuni, un filone che continua a intrecciarsi con le cronache giudiziarie e con i provvedimenti in materia di lavoro.