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Sea-Watch 5 ferma 45 giorni e multata 7500 euro per i soccorsi in mare

Di ItalPress
Nave Sea-Watch 5 fermata in porto, simbolo dei soccorsi in mare contestati dall'Italia

La tensione tra il governo italiano e le organizzazioni non governative impegnate nei soccorsi in mare raggiunge un nuovo capitolo. La Sea-Watch 5, nave battente bandiera tedesca dell'omonima ONG, è stata sottoposta a un fermo amministrativo di 45 giorni e a una sanzione pecuniaria di 7.500 euro. Il provvedimento, disposto dalle autorità italiane, riguarda le operazioni di salvataggio compiute giovedì 13 agosto 2026 in acque internazionali, quando l'equipaggio ha tratto in salvo sei naufraghi. La contestazione si basa su presunte violazioni della normativa che regola i soccorsi in mare, con particolare riferimento al coordinamento con le autorità competenti.

Le accuse del ministero dell'Interno e la replica della ONG

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha commentato il provvedimento con parole nette sul suo profilo social, affermando che la nave 'ancora una volta non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare'. Ha inoltre ribadito un concetto chiave della posizione governativa, ovvero che 'le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle ong'. Dal canto suo, la Sea-Watch ha respinto con decisione le accuse, rivendicando la scelta di non cooperare con le autorità marittime libiche, definite una 'autorità fantoccio'. L'organizzazione ha denunciato che, subito dopo il soccorso del 13 agosto, milizie libiche armate si sono avvicinate alla nave, intimando di allontanarsi e puntando i fucili contro l'equipaggio. Una replica polemica è arrivata direttamente dalla ONG, che ha chiesto: 'Noi non collaboriamo con criminali e trafficanti. Il Governo italiano può dire lo stesso?'

Lo sbarco a Napoli e l'accoglienza dei migranti

La Sea-Watch 5 è giunta nel porto di Napoli la sera di lunedì 17 agosto, intorno alle 20, con a bordo i sei migranti soccorsi, tra cui tre minori stranieri non accompagnati. Le operazioni di sbarco e prima accoglienza, coordinate dal prefetto di Napoli Michele di Bari insieme a una fitta rete di istituzioni sanitarie e comunali, si sono concluse senza criticità alle 3 del mattino successivo. Dopo lo screening sanitario e le procedure di fotosegnalamento, i minori sono stati presi in carico dal progetto FAMI, mentre i tre adulti sono stati trasferiti nei Centri di Accoglienza Straordinaria dell'area metropolitana partenopea. Il caso riaccende il dibattito sulle politiche migratorie e sul ruolo delle ONG nel Mediterraneo centrale, con il governo che insiste sulla necessità di un controllo statale delle operazioni e le associazioni umanitarie che denunciano i rischi per la vita dei migranti.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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