Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che posticipa l'entrata in vigore della tassa da due euro sui cosiddetti "mini-pacchi" provenienti da Stati extra UE. La misura, inizialmente prevista per il 1° luglio 2026, è stata spostata al 1° ottobre dello stesso anno. Lo ha reso noto palazzo Chigi al termine della riunione del Consiglio dei ministri.
Dettagli del provvedimento
Il decreto, proposto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e da diversi ministri tra cui Matteo Salvini (Infrastrutture), Giancarlo Giorgetti (Economia) e Adolfo Urso (Imprese), introduce disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il rinvio della tassa è stato inserito in questo contesto per offrire più tempo agli operatori del settore e ai consumatori di adeguarsi alla nuova normativa.
Impatto per consumatori e imprese
La tassa di due euro doveva applicarsi a tutti i pacchi di piccolo valore acquistati online da paesi extra UE, con l'obiettivo di contrastare l'evasione fiscale e proteggere il mercato interno. Tuttavia, il rinvio al 1° ottobre 2026 permette di differire l'onere per gli acquirenti e per le piattaforme di e commerce. Le imprese di logistica e i corrieri avranno così più tempo per adeguare i loro sistemi informatici e le procedure doganali.
Reazioni e prospettive future
Le associazioni di categoria hanno accolto con favore lo slittamento, sottolineando la necessità di una maggiore chiarezza sulle modalità di applicazione. Intanto, il governo prosegue con l'attuazione del PNRR, concentrandosi su infrastrutture e digitalizzazione. Resta da vedere se entro ottobre si arriverà a una soluzione definitiva che bilanci le esigenze di gettito fiscale con quelle della competitività del commercio elettronico.