Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato che l'esecutivo è disponibile a sostenere Stellantis qualora l'azienda decida di avviare la produzione di un secondo modello nello stabilimento di Mirafiori, a Torino. La posizione è stata illustrata dal titolare del dicastero in un'intervista a Milano Finanza, nella quale ha ricostruito i passaggi del dialogo avviato con il gruppo automobilistico negli ultimi mesi.
Il ministro cita le parole del nuovo ceo Fiat Arnaud Belloni al Salone di Parigi
Secondo quanto riferito da Urso, il confronto con l'azienda è stato costante e finalizzato ad accrescere le potenzialità produttive del sito torinese. Il ministro ha spiegato di aver trovato un riscontro positivo nelle dichiarazioni rilasciate da Arnaud Belloni, nuovo amministratore delegato di Fiat, in occasione del Salone di Parigi, dove il manager aveva fatto esplicito riferimento a un secondo modello destinato a Mirafiori. Su questa base il governo si è detto pronto a supportare l'opportunità con gli strumenti a propria disposizione, senza tuttavia entrare nel dettaglio delle misure ipotizzate.
Nei primi nove mesi la produzione italiana cresce del 28,3% e la cassa integrazione cala
A sostegno della propria valutazione, il ministro ha citato i dati industriali del periodo gennaio-settembre. Negli stabilimenti italiani di Stellantis la produzione è aumentata del 28,3% rispetto all'anno precedente, mentre il ricorso alla cassa integrazione si è ridotto di oltre il 30%. Urso ha sottolineato come il beneficio sia stato immediato anche per la filiera dell'automotive, con contratti per almeno 7 miliardi di euro destinati alle imprese italiane. Un risultato che il ministro ha definito importante, soprattutto in un quadro europeo nel quale altrove si annunciano chiusure di stabilimenti e licenziamenti.
Le regole europee sul tutto elettrico e la richiesta di correzioni normative
Il titolare del Made in Italy ha poi rimarcato che molto resta ancora da fare, indicando nelle regole europee adottate negli anni scorsi una delle cause della crisi del comparto. Secondo Urso, l'ideologia del tutto elettrico ha contribuito al collasso di quelle aziende che hanno perseverato in quella direzione, e su questo fronte serve un intervento correttivo. La questione si intreccia con il futuro produttivo di Mirafiori, stabilimento simbolo dell'industria torinese, dove l'eventuale assegnazione di un secondo modello rappresenterebbe un segnale rilevante per l'occupazione e per l'indotto locale.
Un dossier che pesa sul futuro dell'indotto torinese e della filiera
La disponibilità annunciata dal governo si inserisce in una partita più ampia, che riguarda la tenuta dell'intera filiera automotive italiana e il rapporto tra Roma e Bruxelles sulle politiche industriali. Il caso del secondo modello a Mirafiori diventa così un banco di prova per verificare la capacità del sistema Paese di accompagnare gli investimenti del gruppo, in un contesto in cui la concorrenza internazionale e la transizione tecnologica mettono sotto pressione i siti produttivi europei. Le dichiarazioni del ministro confermano che il dialogo con l'azienda è aperto e che il governo intende muoversi con i mezzi disponibili, in attesa che Stellantis formalizzi le proprie scelte industriali sul sito di Torino.