Urso Chiede Mercato Unico Energia Ue e Difende Taglio Accise · Risoluto
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Urso chiede all'Ue un mercato unico dell'energia e difende il taglio delle accise

Di ItalPress
Il ministro Adolfo Urso parla di energia e accise in un contesto istituzionale

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito con forza la necessità di un vero mercato unico dell'energia in Europa, sottolineando che la transizione ambientale non può trasformarsi in deindustrializzazione. In un'intervista al quotidiano Avvenire, Urso ha confermato che il Consiglio dei ministri ha prorogato il taglio delle accise sui carburanti fino al 5 settembre, con l'obiettivo di contenere i costi durante il grande rientro dalle vacanze estive. L'esponente del governo ha assicurato che si valuteranno ulteriori misure mirate per sostenere famiglie e imprese.

La critica al meccanismo Ets e la richiesta di una revisione urgente

Urso ha definito "infernale" il sistema di scambio di quote di emissione (Ets), accusandolo di gravare in modo particolare sull'Italia e di penalizzare la competitività delle aziende nazionali. Il ministro ha chiesto con forza alla Commissione Europea di rivedere questo meccanismo, sottolineando che distorce il mercato e danneggia l'industria europea. Per Urso, è prioritario costruire un vero mercato unico dell'energia che consenta alle imprese di produrre a costi competitivi e in condizioni di concorrenza eque rispetto ai partner internazionali. Solo così l'Europa potrà evitare il declino industriale.

Intelligenza artificiale e robotica la sfida italiana per un modello alternativo

Sul fronte dell'innovazione, Urso ha parlato della necessità di affrontare la sfida dell'intelligenza artificiale e della robotica con una visione culturale e politica che preservi il sistema sociale europeo. Il ministro ha lanciato un monito contro l'immobilismo, ricordando che la Cina sta avanzando rapidamente nel settore degli umanoidi. L'Italia, ha detto, ha le competenze per sviluppare un modello tecnologico e produttivo alternativo a quello asiatico, anche sul piano del welfare. "Siamo già tra i leader europei nella robotica", ha affermato Urso, "e possiamo diventare protagonisti anche nel nuovo campo degli umanoidi".

L'obiettivo del milione di auto e la svolta di Stellantis

Ritornando sul tema automotive, Urso ha confermato che l'obiettivo di produrre un milione di veicoli in Italia entro il 2030 è ancora raggiungibile, a condizione che l'Europa ascolti le richieste italiane e completi il processo di revisione in corso. Il ministro ha elogiato la strategia di Stellantis, che nel primo semestre ha visto crescere la produzione italiana del 13,7%, con un balzo del 27,7% per le autovetture. Secondo Urso, Stellantis ha capito prima di altri l'importanza di abbandonare la cosiddetta "religione dell'elettrico" e di offrire prodotti più in linea con le aspettative dei consumatori. Altre case automobilistiche europee, invece, sono ancora in difficoltà e annunciano chiusure e licenziamenti. Per sostenere questa svolta, l'Italia chiede che in Europa prevalgano i principi della neutralità tecnologica e del "made in Europe". Urso ha inoltre dichiarato che l'arrivo di una seconda casa automobilistica è un obiettivo raggiungibile, a patto che i produttori rispettino le regole e utilizzino componenti italiane.

Electrolux e il futuro industriale tra esuberi e piani di rilancio

In merito alla crisi Electrolux, che ha annunciato 1.700 esuberi, Urso ha rivelato che il governo ha chiesto all'azienda di presentare un nuovo piano industriale focalizzato sul rilancio produttivo e sulla salvaguardia dei lavoratori. Se il piano sarà presentato, il governo è disposto a sostenerlo con misure appropriate, anche straordinarie. Il ministro ha mostrato fiducia nella possibilità di trovare una soluzione che eviti i licenziamenti e rilanci l'attività produttiva.

Zes e accelerazione autorizzatoria il modello del Mezzogiorno esteso al Nord?

Infine, Urso ha difeso il successo della Zes unica del Mezzogiorno, che ha contribuito ad accelerare gli investimenti e a creare occupazione. Il caso della Sardegna dimostra che i controlli funzionano, con la revoca delle autorizzazioni per i progetti non conformi. Molte Regioni hanno chiesto di estendere questo modello anche al Nord, ma il ministro ha precisato che la stessa intensità di incentivi pubblici non è possibile per via delle regole europee sugli aiuti di Stato. Tuttavia, il governo sta lavorando con le Regioni per individuare le "aree di accelerazione industriale" previste dal nuovo regolamento Industrial Accelerator Act, che permetterà di configurare interventi specifici in settori strategici come l'auto, la tecnologia green e la siderurgia.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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