Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è intervenuto a New York, presso il Consolato Generale d'Italia, davanti a una platea gremita. Dopo il vicepremier Antonio Tajani, il ministro ha preso la parola per illustrare la sua visione sulla scuola e rispondere alle domande dei giornalisti. Presenti, tra gli altri, l'ambasciatore italiano negli Stati Uniti Marco Peronaci, il console generale Giuseppe Pastorelli e il presidente della NIAF Robert Allegrini. Il suo intervento ha toccato temi caldi, dalla riforma delle Indicazioni nazionali alla controversa proposta di limitare al 30% la presenza di studenti stranieri senza adeguata conoscenza dell'italiano, fino alle recenti parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella contro le 'scuole ghetto'.
La riforma delle Indicazioni nazionali e il ritorno all'Occidente
Nel suo discorso, Valditara ha rivendicato con forza la riforma delle Indicazioni nazionali, che a suo avviso riporta al centro dell'insegnamento la storia e i valori dell'Occidente. Una civiltà, ha sottolineato, fondata su Roma, Gerusalemme e Atene, da cui sono nati principi universali come democrazia, libertà, equitas, pietas e humanitas. 'Non altre civiltà, non altre culture hanno saputo dare al mondo quello che noi abbiamo dato', ha affermato il ministro, evidenziando come la centralità della persona e la libertà siano pilastri irrinunciabili. Ha poi collegato questo patrimonio al rapporto tra Italia e Stati Uniti, ricordando l'influenza di Roma antica sulle istituzioni americane e definendo Cristoforo Colombo 'il primo americano della storia'.
Il protocollo con la NIAF per l'emigrazione italiana
Valditara ha annunciato un protocollo tra il ministero e la NIAF, che potrebbe essere firmato a Roma il 12 ottobre, per valorizzare nelle scuole la storia dell'emigrazione italiana negli Stati Uniti. Un'iniziativa che mira a rafforzare i legami culturali tra i due Paesi e a rendere omaggio al contributo degli italiani d'America. Il ministro ha anche ricordato l'importanza di tramandare alle nuove generazioni la conoscenza di questo fenomeno migratorio, spesso trascurato nei programmi scolastici.
Il tetto del 30% non è in contrasto con Mattarella
Rispondendo ai giornalisti, Valditara è tornato sulla questione del tetto del 30% per gli studenti stranieri che non parlano adeguatamente l'italiano. Ha respinto l'idea di uno scontro con il Quirinale, sostenendo che la proposta è coerente con il richiamo di Mattarella contro la ghettizzazione. 'Noi vogliamo che i ragazzi stranieri che non parlano adeguatamente la nostra lingua possano non essere ghettizzati', ha spiegato. E ha aggiunto: 'Non vogliamo le scuole dell'Alabama degli anni '50, dove da una parte c'erano i bianchi e dall'altra i neri'. Il ministro ha poi precisato che il criterio non è l'origine etnica, nazionale o razziale, ma esclusivamente la conoscenza dell'italiano.
14 milioni di euro per percorsi personalizzati di italiano
Valditara ha citato i risultati Invalsi per evidenziare il divario nelle competenze linguistiche tra studenti italiani e stranieri di prima generazione. Ha quindi annunciato che il decreto legge atteso prevedrà oltre 14 milioni di euro per percorsi personalizzati di italiano nei casi in cui non sia possibile distribuire diversamente gli studenti oltre la soglia prevista. Il governo ha già assunto circa mille docenti specializzati nell'insegnamento dell'italiano agli studenti di recente immigrazione. Il ministro ha infine richiamato l'esperienza americana dei programmi 'pull-out', in cui gli studenti che non conoscono la lingua ricevono per parte della giornata un insegnamento specifico fuori dalla classe, indicandola come un modello in parte analogo alla strada intrapresa in Italia.