Opposizione e maggioranza consiliare: termina in bagarre la consiliatura
Di Risoluto Redazione
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L'opposizione dopo la movimentata seduta consiliare di ieri, l'ultima del mandato, ha affidato ad una nota stampa il commento su quanto successo in consiglio comunale.
"La consiliatura - scrivono i consiglieri di opposizione - si è chiusa ieri sera come peggio non si poteva. Restiamo sbigottiti dall’ultima, l’ennesima, manifestazione di arroganza e prepotenza di un’amministrazione e di una maggioranza che evidentemente continuano a ritenere di poter operare al di sopra di ogni regola".
I consiglieri di opposizione raccontano di aver preso parte ai lavori dell’ultima seduta del consiglio comunale animati da grande senso di responsabilità, consentendo la trattazione di punti che, se non approvati, avrebbero arrecato un grave pregiudizio alle prospettive dell’ente.
"Sapevamo bene che nel pieno della competizione elettorale - affermano nella nota - la legge consentisse esclusivamente la trattazione di punti connotati dai crismi del urgenza ed indifferibilità ed in ossequio alla legge abbiamo inteso trattare unicamente i punti che, in piena coscienza, abbiamo ritenuto ammanniti da entrambi i criteri. La maggioranza invece , come al solito, quando ha potuto, ha fatto prevalere la logica dei numeri alla ragionevolezza, imponendo, nonostante le manifestate perplessità delle forze di opposizione, in questo supportate dell’esigenza delle carte, la discussione e la trattazione di un punto che, essendo ammannito solo dell’urgenza, ma non da quello dell’ indifferibilità, avrebbe potuto tranquillamente essere affrontato dal prossimo consiglio comunale".
L'assessore Ignazio Bivona che ha invece, richiesto l'inserimento del punto, dal suo canto, risponde che il punto possedeva sia i caratteri dell'urgenza che dell'improrogabilità, in particolare anche quest'ultimo perché avrebbe provocato un danno indiretto all'ente.
Il punto che ha provocato la bagarre in consiglio comunale e che poi è stato approvato soltanto dalla maggioranza, riguardava il cambio di destinazione d'uso di un immobile privato che sarà affittato all'Enel per ragioni di pubblico interesse. Infatti, come ha spiegato l'avvocato Bivona, il rischio era che se il punto non fosse stato approvato l'Enel avrebbe potuto spostare la sede in un comune limitrofo.
"Nulla di sconvolgente - dichiara oggi Bivona - la norma lascia al consiglio la valutazione della discrezionalità e pertanto, si è valutato che così come i debiti fuori bilancio si è valutato di approvarli in quanto l'eventuale contenzioso e gli interessi avrebbero causato un danno all'ente e pertanto, si è proceduto alla loro approvazione, così la maggioranza ha ritenuto di fare con l'altro punto all'ordine del giorno.
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