La Sicilia è la regione italiana maggiormente colpita dagli incendi nel 2026.
Dal primo gennaio al 21 luglio sono stati registrati 328 roghi, che hanno distrutto complessivamente 24.451 ettari di territorio, una superficie equivalente a circa 34.930 campi da calcio.
Il bilancio più grave riguarda l’ultima settimana: tra il 15 e il 21 luglio, 87 incendi hanno mandato in fumo 16.834 ettari.
I dati sono stati diffusi da Legambiente sulla base delle rilevazioni del sistema europeo Effis-Copernicus.
Tra i dieci comuni italiani con la maggiore estensione di territorio bruciato, nove si trovano in Sicilia. Bivona è il centro più colpito, con 2.452 ettari devastati dalle fiamme. Nell’elenco figurano anche Butera, Campofelice di Fitalia, Castronovo di Sicilia, Salemi, Sutera e Agrigento.
Nel Mezzogiorno, dall’inizio dell’anno al 21 luglio, gli incendi hanno interessato 34.341 ettari.
Il 70 per cento della superficie complessiva andata in fumo si trova in Sicilia.
Legambiente chiede un piano nazionale antincendi basato sulla prevenzione, sul rafforzamento dei controlli e su una maggiore presenza delle forze impegnate nella sorveglianza del territorio. L’associazione sollecita inoltre la convocazione dei comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica e propone di affrontare l’emergenza come una calamità naturale, attivando una rete nazionale e internazionale di mezzi antincendio.