Un giovane carabiniere di Sciacca è tra i protagonisti dell'intervento che ha portato all'arresto dell'uomo accusato di aver tentato di impossessarsi della preziosa mitra custodita sul busto d'argento di San Gennaro all'interno del Duomo di Napoli.
Si tratta di Gabriele Monachella, militare originario di Sciacca e in servizio presso la Stazione Carabinieri Napoli Borgo Loreto. Il suo nome è stato associato a una vicenda che ha avuto ampia eco nazionale dopo il tentativo di furto del prezioso manufatto appartenente al Tesoro di San Gennaro.
L'episodio si è verificato nella cattedrale partenopea, dove un uomo ha cercato di sottrarre la mitra del Santo. L'allarme lanciato dal custode ha consentito il rapido intervento dei militari dell'Esercito impegnati nell'operazione "Strade Sicure", coordinati dalla Centrale Operativa, che hanno fermato il presunto autore del gesto. Successivamente sono intervenuti i Carabinieri della Stazione Napoli Borgo Loreto per gli adempimenti di competenza, tra cui il carabiniere di Sciacca Gabriele Monachella.
Il giovane militare ha preso parte anche alle attività successive all'intervento, presenti sul posto durante i rilievi e nel corso delle riprese televisive effettuate dalla trasmissione La Vita in Diretta in onda su Rai 1.
La storia di Gabriele Monachella è legata a una tradizione familiare nell'Arma dei Carabinieri.
È infatti figlio del Luogotenente Carica Speciale Francesco Monachella, comandante della Stazione Carabinieri di Montevago, figura conosciuta e apprezzata nel territorio della Valle del Belice per il servizio svolto negli anni.
La vicenda ha suscitato particolare soddisfazione tra le comunità di Sciacca e Montevago, dove il giovane carabiniere di Sciacca viene indicato come esempio di impegno e dedizione al servizio dello Stato, proseguendo una tradizione familiare improntata ai valori dell'Arma e delle istituzioni.