Il caso Palermo apre una riflessione anche a Sciacca sull’imposta di soggiorno. A porre la questione è Santina Matalone, presidente dell’associazione Strutture Sciacca Centro, che propone di inserire nel nuovo regolamento comunale una previsione per riconoscere alle strutture ricettive un compenso per i costi sostenuti nella gestione e nella riscossione dell’imposta.
A Palermo il regolamento comunale prevede una quota forfettaria del 10 per cento destinata agli operatori come rimborso delle spese legate alla riscossione. Gli uffici comunali ne hanno proposto l’eliminazione, ma la modifica dovrà passare dal consiglio comunale. La sesta commissione Attività produttive ha annunciato un confronto con le associazioni di categoria e i rappresentanti delle strutture ricettive.
Secondo Matalone, il tema dovrebbe essere affrontato anche a Sciacca, soprattutto in vista della stesura del nuovo regolamento.
“Se il Comune sta lavorando a un nuovo regolamento dell’imposta di soggiorno, questo è il momento giusto per affrontare anche il tema dei costi che le strutture ricettive sostengono per la riscossione dell’imposta”, è il ragionamento della presidente dell’associazione.
Le strutture ricettive, oltre a incassare la somma dai turisti, devono gestire i pagamenti, contabilizzare gli importi, effettuare gli adempimenti previsti e riversare le somme al Comune. Attività che, sottolinea l’associazione, comportano tempo, personale, procedure amministrative e responsabilità.
“Non parliamo di un’agevolazione o di un privilegio per le strutture ricettive – sottolinea Matalone – ma del riconoscimento di un’attività amministrativa che comporta costi e responsabilità. Credo che questo aspetto debba essere discusso insieme agli altri elementi del nuovo regolamento”.
La proposta non è quella di replicare automaticamente il modello palermitano, ma di valutare se e in quale misura prevedere a Sciacca una quota forfettaria collegata ai costi della riscossione.
Nel 2025 il Comune di Sciacca ha incassato oltre un milione di euro attraverso l’imposta di soggiorno. Per l’associazione, anche alla luce di queste cifre, il nuovo regolamento dovrebbe definire regole chiare sulla riscossione e sulla gestione delle relative risorse.
“Abbiamo bisogno di un regolamento chiaro, condiviso e adeguato alla realtà turistica di Sciacca – afferma la presidente di Strutture Sciacca Centro –. E nella discussione non può mancare il tema dei costi che le imprese sostengono per riscuotere l’imposta per conto dell’ente”.
L’associazione chiede quindi che la questione venga portata al tavolo del confronto sulla stesura del nuovo regolamento, valutando anche una possibile percentuale forfettaria dell’imposta effettivamente riscossa. “Non chiediamo che si copi semplicemente Palermo – conclude Matalone –. Chiediamo che, partendo anche da ciò che sta accadendo in altre città, si apra una riflessione seria su questo aspetto e che la nostra proposta venga valutata nel nuovo regolamento”.