La crisi della pesca siciliana è arrivata al tavolo del commissario europeo Costas Kadis durante la visita a Sciacca. Il confronto con gli operatori della marineria ha toccato alcuni dei principali problemi che stanno mettendo in difficoltà il comparto, dalle demolizioni dei natanti al costo del carburante, fino alle restrizioni nelle aree di pesca.
Sul tema delle risorse per la demolizione delle imbarcazioni, Kadis ha richiamato la disponibilità dei fondi Feampa e ha rivolto un appello alle autorità regionali e nazionali: “In Sicilia esistono già dei fondi disponibili, ma il livello di assorbimento attraverso questo fondo, il Feampa, in Sicilia è particolarmente lento”. Il commissario ha quindi invitato ad accelerare l’utilizzo delle risorse già disponibili.
Tra le questioni sottoposte a Kadis anche quella dei tratti di mare interdetti alla pesca che, secondo quanto rappresentato dalla marineria, penalizzano da anni l’attività dei pescatori saccensi. Il commissario ha spiegato che le misure di conservazione vengono adottate sulla base delle evidenze scientifiche, ribadendo la disponibilità dell’Unione europea a discutere le diverse misure.
Altro tema centrale dell’incontro voluto dall’Europarlamento Marco Falcone, è stato quello del carburante, il cui aumento dei costi pesa direttamente sulle imprese di pesca. Kadis ha ricordato l’attivazione del meccanismo di crisi previsto dal Feampa per sostenere il settore dopo l’inizio della crisi in Medio Oriente. “Nella maggior parte delle regioni italiane questa possibilità è stata sfruttata”, ha dichiarato, aggiungendo che “in Sicilia non si è fatto ricorso a questa possibilità”.
Dalla visita, alla quale sono intervenuti anche gli europarlamentari Milazzo e Lupo e il deputato regionale Catanzaro, è arrivato anche il richiamo alla necessità di intervenire sulle regole europee. Giuseppe Milazzo, vice presidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo, ha parlato di disposizioni che, a suo giudizio, stanno mettendo a dura prova i pescatori. “Le regole europee stanno per sfinire i nostri pescatori”, ha affermato, citando tra gli esempi la disciplina sulla maglia delle reti e le differenti condizioni con cui operano i Paesi terzi.
Milazzo ha inoltre posto l’accento sulle risorse economiche destinate al comparto e sulla necessità di interventi immediati contro il caro carburante: “L’Europa è troppo lenta e i nostri pescatori non possono aspettare questo elefante europeo che si muove perché è nell’immediato che bisogna aiutarli”.
Alla giornata di confronto l’eurodeputato Marco Falcone ha indicato cinque priorità per la pesca siciliana: “Semplificazione delle regole, contrasto alla pesca illegale, rinnovo delle flotte, equilibrio tra sostenibilità ambientale e competitività dei pescatori, pieno riconoscimento del principio di insularità”. L’incontro, aperto dal presidente del consiglio comunale, Ignazio Messina, ha visto l’intervento, tra gli altri, dell’ex sindaco Fabrizio Di Paola che si è speso per l’attività organizzativa riguardante quest’appuntamento.
Nella foto, il commissario europeo con i presidenti delle cooperative di pesca di Sciacca