Quattordici anni di reclusione, 4 in meno rispetto alla richiesta che era avanzata dal pubblico ministero. Così ha deciso questa sera il gip del Tribunale di Sciacca, Dino Toscano, nel processo a carico di Ciro Ruvolo, di 51 anni, agricoltore di Ribera, accusato dell'omicidio di Mahjoub Aymen, tunisino di 31 anni ucciso il 10 febbraio 2025, nella centralissima via Buoni Amici. L’imputato ha beneficiato della riduzione della pena per il rito.
Per l'accusa, che ha discusso con il pm Simona Lombardo, la vicenda sarebbe scaturita da un risentimento di Ruvolo nei confronti del nordafricano per una questione economica di poche centinaia di euro.
L’eccesso colposo in legittima difesa, non era andato per uccidere, ma ha sparato. E’ stata questa la linea seguita dalla difesa di Ciro Ruvolo, con gli avvocati Aldo Rossi e Antonio Palmieri. I legali del riberese attendono adesso le motivazioni che saranno depositate entro 90 giorni per decidere “se appellare eventualmente la sentenza”.
Ruvolo è stato arrestato dai carabinieri alcuni giorni dopo i fatti e da allora non ha mai lasciato il carcere. Le telecamere di videosorveglianza hanno svolto un ruolo importante nella vicenda e non soltanto quelle che coprono l’area del centro dove il tunisino è stato ucciso.