Un agrigentino ha riconosciuto il figlio alla nascita, ma non lo ha mai visto non occupandosi dei bisogni materiali del ragazzo. Adesso, a distanza di quasi 18 anni, il Tribunale di Sciacca lo ha condannato a risarcire al proprio figlio, ancora minore, 42.000 euro, oltre all'assegno mensile di mantenimento di 200 euro e la metà delle spese straordinarie.
Il Tribunale di Sciacca, in composizione collegiale, ha accolto integralmente la linea difensiva dell’avvocato Vincenzo Parinisi (nella foto), difensore della madre e del ragazzo, riconoscendo il danno endofamiliare che consiste nella lesione dei diritti fondamentali del figlio derivante dalla violazione grave e reiterata, da parte del genitore, dei doveri di mantenimento, educazione, istruzione e assistenza morale: un illecito civile a tutti gli effetti, che dà diritto a un autonomo risarcimento del danno non patrimoniale.
Il giovane è cresciuto senza mai vedere né conoscere il padre, che dal giorno della nascita ha interrotto ogni rapporto, non occupandosi di ogni bisogno materiale, affettivo ed emotivo del figlio, pur avendolo riconosciuto al momento della nascita.
Il collegio del Tribunale di Sciacca, accertata la violazione grave e reiterata degli obblighi genitoriali, ha liquidato il danno richiamando i parametri tabellari per la perdita del rapporto parentale, oltre ad aver disposto l’assegno di mantenimento di 200 euro mensili e il 50 per cento delle spese straordinarie.
La vicenda, come sottolinea l’avvocato Parinisi, segna un importante precedente nel territorio a tutela dei minori vittime di abbandono genitoriale.
Il collegio era composto dai giudici Valentina Stabile (presidente facente funzioni) Valentina Messana e Salvatore Casarrubea.